La Juventus si gioca una fetta enorme di stagione nel ritorno dei playoff di Champions League contro il Galatasaray. Dopo il pesantissimo 5-2 dell’andata a Istanbul, ai bianconeri serve un’impresa all’Allianz Stadium: rimontare tre gol di scarto per rimettere in piedi una qualificazione che oggi appare complicatissima. Luciano Spalletti, però, non vuole sentir parlare di resa e prova a tenere alta la tensione con un messaggio chiaro: unità, lucidità e il sostegno dello stadio.
Spalletti: “Non pensiamo a tre gol, pensiamo al primo”
In conferenza stampa l’allenatore della Juve ha provato a spostare il focus: l’obiettivo, secondo lui, è attaccare la partita “a step”, senza farsi schiacciare dalla necessità di segnare subito tre reti. Il concetto è semplice: trovare il primo gol per cambiare l’inerzia mentale ed emotiva della sfida, perché da lì possono nascere scenari e energie diverse. In quest’ottica, Spalletti chiama a raccolta anche il pubblico: l’Allianz deve essere un fattore, soprattutto in una notte che richiede coraggio e pazienza.
Yildiz stringe i denti: vuole esserci
Tra le notizie più attese c’è quella legata a Kenan Yildiz. Il talento turco non è al top dopo una contusione al polpaccio rimediata di recente, ma la sua volontà è forte: vuole giocare e mettersi a disposizione, anche perché la sfida col Galatasaray – avversario “di casa” per lui – ha un significato speciale. Spalletti lo considera un riferimento tecnico e caratteriale: un giocatore capace di trascinare, soprattutto nei momenti difficili.
Bremer convocato: presenza importante (anche se da valutare)
Buone notizie anche sul fronte Bremer. Il difensore brasiliano è stato convocato e farà parte della partita: un segnale importante per una Juventus che ha bisogno di solidità e leadership dietro, visto che la rimonta passa anche dalla capacità di non concedere episodi. Le condizioni verranno valutate fino all’ultimo, ma la sua presenza nel gruppo è già un’iniezione di fiducia.
Di Gregorio nel mirino: Spalletti difende il gruppo, ma valuta Perin
Il tema più delicato resta la porta. Michele Di Gregorio è finito sotto esame dopo alcune difficoltà recenti e un clima non semplice attorno a lui, tra critiche e pressione. Spalletti ha invitato a “accettare il disprezzo” e a trasformare le contestazioni in energia, ma allo stesso tempo non chiude la porta (è il caso di dirlo) a valutazioni tecniche: tra le ipotesi c’è anche una possibile chance a Mattia Perin, che potrebbe ritrovare spazio tra i pali. La decisione finale dipenderà dalle sensazioni della vigilia e dal bisogno di proteggere il gruppo in una partita ad altissimo peso specifico.
Obiettivo: prestazione credibile e futuro da costruire
Al di là della rimonta, il messaggio che filtra è quello di una Juventus che vuole essere “vera e credibile”: non un assalto confuso, ma una gara intensa, organizzata e con identità. Perché il risultato di Juve-Galatasaray peserà sul presente (Champions) e sul futuro immediato: uscire bene da una notte così può dare forza anche al campionato e ai prossimi snodi della stagione.
All’Allianz Stadium serviranno nervi saldi, personalità e una partita “a crescere”. La Juve ci prova: con Yildiz che spinge per esserci, Bremer che torna nel gruppo e un dubbio importante tra i pali che può cambiare l’assetto emotivo della serata. Ora parla il campo.



