Zhegrova al 75%: lavoro su forza e mentalità per tornare al top. Spalletti lo trasforma nell’arma della Juve

Edon Zhegrova non è ancora al massimo della condizione, ma alla Juventus ha già lasciato il segno. L’esterno kosovaro è considerato oggi “solo” al 75% della forma ideale, eppure il suo impatto nelle ultime uscite ha convinto tutti: staff tecnico, area performance e soprattutto Luciano Spalletti, che lo ha ribattezzato con affetto “Zeppetta” trasformandolo in una soluzione offensiva decisiva.

Il talento non è mai stato in discussione. Fin da bambino Zhegrova viveva di dribbling e uno contro uno, tanto da guadagnarsi l’etichetta (pesante) di “Messi del Kosovo”. A Torino, però, il vero salto di qualità passa dalla gestione fisica: il 1999 convive con la pubalgia e sa che ogni aumento eccessivo dei carichi può riaccendere il rischio stop. Per questo la Juve lo sta trattando come un investimento da proteggere e potenziare, con un programma su misura.

Gestione Juve: la pubalgia e i minuti da costruire

Arrivato in estate dopo un periodo complicato, Zhegrova ha avuto un inserimento graduale. Nella prima fase ha trovato poco spazio, anche perché il lavoro principale era recuperare solidità fisica e continuità di allenamento. La svolta è arrivata nelle settimane successive, quando il suo minutaggio è cresciuto e le sue prestazioni hanno iniziato a cambiare ritmo alla squadra.

La prova simbolo è l’ultima a Pisa: entrato a partita in corso, Zhegrova ha retto per oltre mezz’ora ad alta intensità, aggiungendo imprevedibilità, accelerazioni e qualità nell’uno contro uno. Per Spalletti è diventato l’uomo capace di spaccare le partite quando la Juve ha bisogno di un guizzo.

Il programma personalizzato: forza, prevenzione e continuità

Da metà ottobre il club ha intensificato un percorso condiviso tra fisioterapisti e area performance. Nei primi mesi, Zhegrova ha dedicato gran parte delle giornate al lavoro fisioterapico, con una percentuale prevalente rispetto alla parte atletica. Nelle ultime settimane, come previsto dal piano, il rapporto si è invertito: più lavoro “di campo” e più potenziamento mirato, senza abbandonare la prevenzione.

Il focus è su forza e stabilità, con esercizi pensati per ridurre lo stress sulle zone più delicate per un giocatore esplosivo come lui: addominali bassi e glutei, fondamentali per sostenere cambi di direzione, scatti e frenate continue. La valutazione interna parla chiaro: condizione al 75%, quindi margine enorme di crescita nei prossimi mesi.

La chiave mentale: ottimismo e “testa da professionista”

Non c’è solo la parte fisica. Chi lavora quotidianamente con lui sottolinea anche l’aspetto psicologico: Zhegrova è arrivato con un atteggiamento positivo e una disponibilità totale al sacrificio. È considerato ottimista per natura, ma soprattutto costante nel lavoro: qualità che sta facendo la differenza in un percorso lungo e pieno di gestione.

Obiettivo 2026: reggere 3 partite a settimana

Il traguardo è chiaro: portarlo a una condizione tale da essere disponibile con continuità, anche nel calendario più duro, con tre partite a settimana tra campionato e coppe. Spalletti lo vuole “pronto sempre”, perché la Juve del 2026 dovrà alzare i giri e avere alternative di qualità dalla panchina.

Zhegrova è già un fattore, pur non essendo ancora al top. E se davvero il meglio deve ancora arrivare, la Juventus potrebbe essersi ritrovata in casa un’arma offensiva molto più preziosa di quanto sembrasse a inizio stagione.

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