La Juventus esce sconfitta dal Santiago Bernabeu con una prestazione dignitosa ma priva di incisività sotto porta. I bianconeri hanno mostrato solidità difensiva e personalità contro il Real Madrid, ma davanti è mancato tutto: idee, precisione e cattiveria. Yildiz, alla sua prova più opaca, non ha mai saltato l’uomo né creato superiorità. Vlahovic ha sprecato la più grande occasione del match davanti a Courtois, mentre Openda – subentrato – ha sbagliato l’impatto nel momento decisivo. L’attacco della Juve è ufficialmente in crisi: pochi gol, nessuna continuità e tanta pressione su Tudor, che dovrà trovare soluzioni già domenica contro la Lazio.
Vlahovic: “Devo dimenticare in fretta, il gol arriverà”
Il più deluso è Dusan Vlahovic, protagonista di una gara generosa ma ancora senza reti: “Quanto ripenserò a quell’azione? Devo dimenticare in fretta, c’è la Lazio alle porte”, ha dichiarato. Il serbo ha voluto chiudere le polemiche sul contratto non rinnovato: “Non c’entra nulla, sono concentrato sul presente. Il gol arriverà, la concorrenza in attacco è sana, penso solo ad allenarmi al massimo”. Il centravanti ha mostrato grinta e spirito di sacrificio, ma la lucidità davanti alla porta continua a mancare. La Juve paga caro le occasioni sciupate e la mancanza di un vero finalizzatore in grado di trasformare la mole di gioco in reti pesanti.
Juve in cerca di equilibrio e fiducia
Igor Tudor prova a guardare il bicchiere mezzo pieno: rispetto al disastro di Como, la squadra ha ritrovato ordine, concentrazione e spirito battagliero. Ma il problema resta davanti: nelle ultime partite la Juve ha segnato appena una rete, e l’attacco continua a faticare anche nelle soluzioni alternative. “Dobbiamo mantenere la stessa mentalità vista col Real anche in Serie A – ha ribadito Vlahovic –. Basta alternare buone prestazioni a giornate storte, serve continuità e più concretezza”. A Madrid i bianconeri hanno ritrovato compattezza, ma senza gol non si costruisce futuro. Ora all’Olimpico servirà una svolta vera, per non restare appesi a un filo sempre più sottile.



