Più che seguire le orme del suo idolo Alessandro Del Piero, il futuro di Kenan Yildiz rischia di ricalcare il finale già visto con Paulo Dybala alla Juventus. Una storia fatta di fiducia, centralità tecnica e grande affetto, ma anche di un nodo contrattuale che, se non sciolto in tempo, può trasformarsi in un problema serio per il club bianconero.
Il rapporto tra Yildiz e la Juventus è ottimo. Spalletti lo coccola, lo protegge e non perde occasione per sottolineare quanto il turco non sia ancora pienamente consapevole del proprio potenziale. A Torino il numero 10 sta bene, ascolta con attenzione i consigli dell’allenatore e mantiene un legame costante con Del Piero, il suo punto di riferimento assoluto. In questo momento il pensiero di un addio non è nei suoi piani, ma il tema del contratto resta una variabile delicata.
Il dialogo tra le parti è infatti congelato. Non per mancanza di volontà, ma per una fase di stallo che rischia di diventare pericolosa. Yildiz è oggi il meno pagato tra i titolari della Juve e il suo ingaggio non rispecchia più il peso che ha nel progetto tecnico. La situazione potrebbe attirare l’attenzione dei top club europei, soprattutto dalla Premier League, pronti a inserirsi con offerte difficili da rifiutare qualora la trattativa restasse ferma troppo a lungo.
Quando la scorsa stagione Yildiz ha rinnovato, accettò un contratto inferiore al milione di euro per il privilegio di indossare la maglia numero 10, simbolo lasciato in eredità da Del Piero. Oggi però il contesto è cambiato. Il confronto non è più con i giovani emergenti, ma con i top della rosa: David, arrivato in estate, percepisce circa 8 milioni a stagione, una cifra otto volte superiore a quella del turco.L’entourage di Yildiz chiede un adeguamento importante, tra i 5 e i 6 milioni di euro all’anno. La Juventus ha messo sul tavolo una proposta non lontana da quelle cifre, ma legata a bonus e condizioni che al momento non convincono del tutto. La distanza non è incolmabile, ma il tempo gioca un ruolo chiave.
La fiducia di Spalletti e l’amore della piazza non bastano più: senza un accordo chiaro e tempestivo, la Juve rischia di ritrovarsi davanti a un bivio già visto. E questa volta, perdere il proprio numero 10 potrebbe fare ancora più rumore.



