Dusan Vlahovic non ha mai avuto dubbi: nonostante i rumors estivi e le sirene arrivate da Arabia, Milan e Mourinho, il serbo ha scelto di restare a Torino. E i fatti, almeno per ora, gli stanno dando ragione.
Con due gol nelle prime due giornate – al Parma e al Genoa – l’attaccante bianconero si è già ritagliato un ruolo da protagonista. Le gerarchie in attacco restano scritte, con David in pole, ma Tudor non può ignorare il contributo di chi, in questo momento, è il giocatore più in forma.
Il suo stipendio da 12 milioni netti a stagione lo pone tra le “riserve” più costose d’Europa, al pari di grandi nomi come Havertz o Ekitike. Ma Vlahovic sta dimostrando leggerezza, fame e determinazione: qualità che i compagni e l’allenatore riconoscono senza esitazione.
Il futuro sembra già tracciato, con l’addio previsto a giugno. Tuttavia, fino a quel momento, il numero 9 bianconero resta un’arma preziosa. Un patto silenzioso con Tudor: quando serve, Dusan deve rispondere presente.
Ora lo attende il derby d’Italia, banco di prova che dirà se la “riserva più preziosa” potrà diventare davvero un titolare aggiunto.



