Silvano Villa, ex attaccante del Milan, resta uno dei pochi con una media straordinaria nel derby: due gol in tre sfide contro l’Inter. Il suo primo sigillo arrivò a 19 anni nel 1970-71, in una stagione in cui si impose come uno dei giovani più promettenti del calcio italiano. Con Rocco in panchina trovò spazio e continuità, prima di passare alla Sampdoria nell’estate 1972, una scelta scoperta soltanto dai giornali dell’epoca.
Villa ricorda anche il ritorno in rossonero nel 1975, con un’altra rete decisiva nel derby. Due allenatori lo hanno segnato più di tutti: Rocco e Trapattoni, ma anche Heriberto Herrera alla Samp, “un martello” secondo l’ex attaccante.
Guardando al Milan di oggi, Villa promuove Allegri e lo avvicina ai maestri del passato: un calcio pratico e orientato alle ripartenze. E nelle scelte tecniche preferisce Pulisic a Leao, giudicando l’americano più adatto al calcio duro degli anni Settanta. Su Gimenez invita alla calma: “Serve giocare libero di testa”.
Per lo scudetto non chiude le porte al Milan, pur considerando aperta la corsa, con il Napoli ancora pienamente in gioco. E sul duello eterno Rivera-Mazzola, la sua sentenza è chiara: con i campi e i palloni di oggi, Rivera avrebbe vinto molti più Palloni d’Oro.



