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    Vieri racconta Pio Esposito e Ronaldo: “Talento vero. Ma CR7 era unico”. Il dolore per l’infortunio prima del Mondiale

    Christian Vieri si racconta senza filtri nel nuovo episodio di Legends Road, format disponibile su DAZN, tornando sui momenti più intensi della sua carriera e offrendo uno sguardo lucido sul presente del calcio italiano. Dall’elogio a Pio Esposito, passando per il ricordo di Ronaldo il Fenomeno, fino alla ferita mai rimarginata dell’infortunio che gli costò il Mondiale: un viaggio tra emozioni, calcio e memoria.

    Vieri su Pio Esposito: talento, ma serve tempo

    L’ex bomber dell’Inter parla chiaro sul giovane attaccante nerazzurro:

    “Pio Esposito è bravo, è giovane. Ha qualità importanti, ma il salto è enorme”.

    Secondo Vieri, giocare a San Siro con l’Inter comporta una pressione totale:

    “Devi fare gol anche a 21 anni. Qui l’Inter deve vincere sempre e quando entri devi fare la differenza”.

    Un messaggio netto, che sottolinea quanto il talento vada accompagnato da pazienza e crescita, soprattutto in una piazza così esigente.

    Ronaldo, un paragone impossibile

    Inevitabile il confronto con il passato e con Ronaldo Nazário, compagno di squadra e simbolo di un’epoca:

    “Ronaldo era unico. La domenica vedevi forse il 10% di quello che faceva in allenamento. Cose irripetibili”.

    Per Vieri, il Fenomeno resta un riferimento assoluto, fuori da ogni paragone generazionale.

    Il ricordo più doloroso: l’infortunio prima del Mondiale

    Tra i passaggi più intensi dell’intervista, Vieri torna sull’infortunio al ginocchio che lo escluse dal Mondiale:

    “Ho pianto per tre settimane. Dovevo esserci, ero andato a Monaco apposta per giocare”.

    Un’assenza che l’ex attaccante definisce ancora oggi come una delle più grandi sofferenze della sua carriera.

    Inter-Juve e il fascino di San Siro

    Vieri chiude con uno sguardo al presente, soffermandosi sul derby d’Italia:

    “Inter-Juve è la partita dell’anno. A San Siro un attaccante può sempre segnare. È uno stadio speciale”.

    Un’affermazione che riporta il calcio alla sua essenza: emozione, pressione, grandezza.

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