Sebastian Vettel torna a parlare del periodo in Ferrari e lo fa con parole che pesano. Nel podcast Beyond the Grid, il quattro volte campione del mondo ha raccontato come proprio l’esperienza a Maranello abbia coinciso con l’inizio della sua fase calante in Formula 1, diventata più evidente dopo l’arrivo di Charles Leclerc nel 2019.
“Nel 2019 non avevo più quella spinta”
Vettel ripercorre la propria parabola ricordando gli anni migliori e il momento in cui qualcosa è cambiato. Dopo l’apice raggiunto con il primo titolo nel 2010 e stagioni di altissimo livello anche nel 2015, 2017 e 2018, il tedesco ammette che dal 2019 la situazione è mutata: la velocità pura e la “spinta decisiva” non erano più le stesse.
L’ossessione per vincere e il confronto con Leclerc
Nel racconto emerge anche un dettaglio di mentalità. Vettel si definisce “ossessionato” dal successo: per lui contavano solo la vittoria e l’immagine sul gradino più alto del podio. Ed è qui che entra in gioco Leclerc: più giovane di dieci anni e nel pieno della crescita, Charles viveva quei risultati con un entusiasmo diverso, anche quando la Ferrari non lottava per vincere.
Secondo Vettel, vedere il compagno soddisfatto per piazzamenti “di rincorsa” è stato uno dei segnali che gli hanno fatto percepire con più forza le proprie difficoltà: due fasi di carriera opposte, due approcci emotivi distanti.
Il 2020, la pandemia e il cambio di prospettiva
La vera svolta, però, arriva nel 2020. Vettel racconta che la pausa forzata per la pandemia gli ha regalato tempo con la famiglia e lo ha portato a riflettere su temi più ampi, dai problemi del mondo alle priorità personali. Un cambio di focus che, col senno di poi, ha contribuito a confermare la sensazione di non essere più al massimo della competitività.
Dopo la Ferrari, l’ultima tappa in Aston Martin
Conclusa l’esperienza in rosso a fine 2020, Vettel ha proseguito la carriera in Aston Martin fino al 2022, anno del ritiro. Oggi, guardandosi indietro, il tedesco riconosce che il declino non è stato improvviso, ma un processo iniziato proprio negli ultimi anni a Maranello, tra nuove dinamiche interne e un’evoluzione personale fuori dalla pista.



