VAR, UEFA contro la nuova riforma FIFA: scontro sul futuro della tecnologia arbitrale

Si accende il confronto tra UEFA e FIFA sul futuro del VAR. Il tema è la nuova riforma della tecnologia arbitrale, con le due principali istituzioni del calcio mondiale ed europeo che sembrano muoversi in direzioni diverse. Da una parte c’è la FIFA, favorevole a un utilizzo più esteso e incisivo del VAR; dall’altra la UEFA, che punta invece a limitarne l’impatto e a rendere gli interventi più uniformi e meno invasivi.

Il dibattito nasce da un malcontento sempre più diffuso attorno all’utilizzo della tecnologia arbitrale, soprattutto nei principali campionati europei. In Serie A, ad esempio, polemiche e proteste si susseguono praticamente ogni giornata, segnale di come il tema sia ormai centrale nel calcio moderno.

Secondo quanto emerso, la UEFA avrebbe in programma un incontro con i vertici delle principali leghe europee dopo il Mondiale. L’obiettivo sarebbe quello di aprire un confronto sul VAR e sensibilizzare i campionati più importanti, tra cui Premier League, Liga e Serie A, verso una riduzione dell’uso della tecnologia nei casi meno rilevanti.

Questa linea rispecchia il pensiero di Roberto Rosetti, presidente della Commissione Arbitri UEFA, che in passato ha espresso chiaramente la sua contrarietà ai cosiddetti “interventi microscopici” del VAR. Per l’organo europeo, infatti, la tecnologia dovrebbe intervenire solo nei casi davvero evidenti e decisivi, evitando revisioni minime capaci di rallentare il gioco e aumentare le polemiche.

La posizione della FIFA sarebbe invece diversa. L’idea sarebbe quella di ampliare ulteriormente il raggio d’azione del VAR, estendendo la revisione anche ai calci d’angolo e ai secondi cartellini gialli che portano a un’espulsione. Modifiche che, secondo quanto riportato, avrebbero già ricevuto l’approvazione dell’IFAB e che potrebbero quindi aprire a una nuova fase nella gestione arbitrale delle partite.

Il risultato è uno scontro di visioni tra UEFA e FIFA: da una parte chi vuole un VAR più leggero e meno invasivo, dall’altra chi immagina una tecnologia sempre più presente nelle decisioni arbitrali. Un confronto che potrebbe incidere in modo importante sul futuro del calcio internazionale e sull’evoluzione del regolamento nei prossimi anni.

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