Abita nella strada di Lucio Dalla, una via che porta dritta al cuore di Bologna, fino a Piazza Maggiore. È lì che Federico Bernardeschi ha ricominciato a sentire il calcio italiano sotto i piedi, giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento. Il rientro dall’avventura americana non è stato immediato, né semplice. Ma ora sì: Berna ha ritrovato ritmo, fiducia e soprattutto il suo sinistro, che oggi illumina il Bologna.
La svolta arriva in Galizia, allo stadio Balaídos. Bernardeschi lo spezza con una doppietta che pesa e racconta molto: freddezza dal dischetto e diagonale chirurgico, da giocatore ritrovato. Un’esplosione arrivata dopo settimane di pazienza e lavoro, necessarie per smaltire il “fuso orario” canadese e ricollegarsi ai ritmi della Serie A. Non solo: anche in Europa il Bologna ha trovato i suoi colpi, perché campione d’Europa Bernardeschi lo è davvero.
L’inizio, però, era stato diverso. Vincenzo Italiano era stato chiaro fin dall’estate, con lui e con Immobile: niente corsie preferenziali. E a settembre lo aveva lanciato titolare a sorpresa proprio in Europa League, a Birmingham contro l’Aston Villa. Non era ancora il vero Berna, così come non lo era ancora il vero Bologna. Serviva tempo. E serviva fiducia. “Quando troverà la condizione giusta – diceva Italiano – torneranno le giocate e i gol”.
Così è stato. In meno di un mese Bernardeschi ha messo insieme quattro reti: a Udine, contro il Salisburgo, fino alla doppietta di Vigo. Un arco che racconta la sua quarta vita calcistica: Serie A, Europeo vinto, MLS e ora di nuovo Italia. Con maturità diversa, con un ruolo nuovo anche nello spogliatoio.
Il gruppo lo ha accolto alla perfezione. Nel finale in Galizia Orsolini scherza, Cambiaghi gli salta addosso per festeggiare: segnali di un’integrazione totale. Bernardeschi risponde con serietà e riconoscenza: prima il Bologna, poi tutto il resto. Anche il pensiero dell’azzurro, che resta sullo sfondo.
Domenica sera al Dall’Ara arriva la Juventus, il passato che ritorna. “Ho dato tanto e ricevuto tantissimo – ha detto Federico – sarà un’emozione”. Se il Bologna dovesse battere la Juve in casa, evento che manca dal 1998, allora sì: altro che strada di Lucio Dalla. Bernardeschi, per una notte, potrebbe sedersi accanto al poeta, in Piazza Grande.



