La UEFA potrebbe escludere Israele da tutte le competizioni calcistiche internazionali. Secondo il Times, la proposta verrà discussa e votata nel prossimo Consiglio Esecutivo UEFA, con la maggioranza dei membri già orientata a favore della sospensione.
Se approvata, la decisione avrebbe conseguenze immediate:
- l’esclusione del Maccabi Tel Aviv dall’Europa League,
- lo stop della nazionale israeliana da tutte le competizioni UEFA e FIFA, comprese le qualificazioni ai Mondiali 2026.
Una mossa che avrebbe enormi riflessi sportivi e politici, in un contesto già segnato dalle tensioni geopolitiche internazionali.
UEFA–Israele: lo scenario politico e diplomatico
Il ministro dello sport israeliano Miki Zohar ha dichiarato di essere al lavoro con il premier Benjamin Netanyahu per impedire questa mossa.
Dall’altra parte, il Qatar, tramite figure di spicco come Nasser Al-Khelaifi (presidente del PSG e leader della ECA), sta spingendo per un provvedimento drastico contro Israele, accusato di disinformazione e di violazioni legate al conflitto.
Israele però può contare sul sostegno politico di Germania e Ungheria, Paesi che potrebbero esercitare un veto per bloccare l’esclusione.
FIFA e Infantino: un nodo geopolitico
La vicenda non riguarda solo l’Europa. La sospensione di Israele avrebbe ripercussioni anche in sede FIFA, con conseguenze sulle qualificazioni al Mondiale 2026 in USA, Canada e Messico.
Per il presidente Gianni Infantino si tratta di una delle sfide più delicate del mandato: da un lato la pressione della comunità internazionale, dall’altro il rischio di incrinare i rapporti con la Casa Bianca e con il presidente americano Donald Trump, storico alleato di Israele.
Mondiale 2026: come cambia il girone dell’Italia
Dal punto di vista sportivo, l’eventuale esclusione di Israele avrebbe riflessi diretti sul Girone I delle qualificazioni:
- Israele è attualmente terzo dietro Norvegia e Italia,
- l’uscita di scena della nazionale israeliana avvicinerebbe gli Azzurri agli spareggi come secondi classificati.
Ad oggi la Norvegia guida il girone con 15 punti (+21 differenza reti) ed è difficilmente raggiungibile. L’Italia è a quota 9 punti (+5 differenza reti) con una partita in meno.
Il match di ritorno Italia-Israele, in programma il 14 ottobre a Udine, potrebbe quindi saltare, mentre la sfida chiave resterebbe Norvegia-Israele, che in caso di esclusione verrebbe annullata, con impatto diretto sulla classifica.
La possibile sospensione di Israele da parte della UEFA rappresenta un caso storico, con forti implicazioni sia sportive che politiche. Per l’Italia potrebbe significare un percorso più chiaro verso i Mondiali 2026, ma la decisione rischia di aprire una frattura pesante all’interno del calcio europeo e mondiale.



