L’ex capitano giallorosso si confessa a Prime Sport: “Dopo l’addio ho pianto per tre settimane. Balotelli arrogante, lo colpii di proposito. Spalletti cambiato, Ranieri non mi ha più cercato”.
Durante un’intensa intervista al format Prime Sport, condotto dall’ex compagno Luca Toni, Francesco Totti ha ripercorso i momenti più forti e controversi della sua carriera. Dal difficile rapporto con Luciano Spalletti, all’amore eterno per la Roma, fino agli episodi più discussi come il calcio a Balotelli e lo sputo a Poulsen.
Gli inizi e il rifiuto al Milan
“A casa mia si tifava Roma – racconta Totti –. Mio padre non mi ha mai detto bravo, ma vedevo nei suoi occhi l’orgoglio. Quando avevo 12 anni, Braida venne a casa con un’offerta da 160 milioni di lire per portarmi al Milan. Ma mia madre voleva proteggermi e decise che sarei rimasto a Roma. Così è iniziata la mia storia”.
Poi l’approdo in giallorosso: “Per me Giannini era un dio. Dopo pochi mesi mi ritrovai a giocare al suo fianco. Mazzone è stato come un secondo padre, mi ha cambiato la carriera”.
“Spalletti era venuto perfarmi smettere”
Totti non si nasconde quando parla del suo burrascoso rapporto con Luciano Spalletti.
“Nel 2016 arrivò alla Roma per farmi smettere, assecondato dalla società. Era uno Spalletti diverso da quello del 2005. Lui crede che io l’abbia fatto esonerare, ma non è vero: la dirigenza ci chiese un parere e io non decisi nulla”.
L’ex capitano spiega il momento del suo addio:
“Mi dissero che avrei giocato l’ultimo derby. Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato il momento di smettere, ma mi sentivo ancora bene fisicamente e mentalmente. Quella volta mi ha deluso più la Roma che Spalletti. Avevo anche detto che avrei giocato gratis, per la Roma avrei dato tutto”.
“Dopo l’addio ho pianto per tre settimane”
L’emozione ancora vive nelle parole di Totti:
“Quando ho smesso, mi sentivo senza terra sotto i piedi. Per tre settimane ho pianto tutti i giorni. Rileggevo la lettera d’addio e piangevo in bagno. Ero spaventato, freddo con tutti. Quella giornata all’Olimpico è stata come un distacco tra madre e figlio”.
Balotelli, Poulsen e Colonnese: i momenti più discussi
Totti torna anche sui gesti più controversi della sua carriera.
Sul calcione a Balotelli durante la finale di Coppa Italia contro l’Inter:
“Lo ammetto, era una cosa che covavo da tempo. Balotelli era un fenomeno, ma arrogante e presuntuoso. Quella volta pensai solo a colpirlo. Poi ci siamo chiariti e l’abbiamo buttata sul ridere”.
Sul pugno a Colonnese, l’ex capitano spiega:
“Mi disse che Cristian non era mio figlio, e lì non ci ho più visto”.
Mentre sull’episodio dello sputo a Poulsen a Euro 2004:
“Ancora oggi me ne vergogno, è un gesto indegno. Non lo accetterei da nessuno”.
“Ho vinto lo scudetto con la mia maglia”
Nonostante le ferite, Totti rivendica con orgoglio i momenti più belli della sua carriera.
“Non ho vinto tanti trofei, ma ho vinto lo scudetto con la maglia della Roma, e questo vale più di tutto. Per me lo scudetto con la Roma vale più del Mondiale. Quella maglia è disegnata su di me”.
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“Ranieri non mi ha mai cercato” e il commento sulla Roma attuale
Totti rivela anche il suo distacco dall’attuale tecnico giallorosso:
“Ranieri non mi ha mai chiamato da quando è tornato alla Roma. È l’unico che può spiegare ai giocatori cosa significa questa maglia, ma non ci siamo sentiti”.
Infine, un pensiero su un altro allenatore:
“Con Gasperini mi sarei trovato bene, è uno che pretende tanto. Ma ora, sinceramente… chi je la fa?”



