Il Torino deve ripartire subito. Dopo la sconfitta contro il Cagliari, il presidente Urbano Cairo ha chiamato la squadra a una reazione immediata, chiedendo orgoglio e responsabilità in vista dell’inizio del 2026. Il ko con i sardi non cancella quanto di buono visto nelle ultime settimane, ma impone una risposta rapida per non perdere terreno in classifica.
Marco Baroni ha raccolto il messaggio e ha richiamato il gruppo al Filadelfia per un confronto diretto. I numeri della gara contro il Cagliari parlano di una squadra viva e propositiva — 19 tiri totali, 10 nello specchio — ma ancora troppo poco concreta. È lì che il Torino deve crescere: più cattiveria negli ultimi metri e maggiore attenzione difensiva, per evitare di pagare caro ogni errore.
Il calendario ora offre un’occasione importante. Domenica alle 18 la trasferta di Verona, poi mercoledì 7 gennaio l’Udinese all’Olimpico Grande Torino. Due partite contro avversarie alla portata, ideali per ritrovare continuità e punti, come già successo contro Cremonese e Sassuolo. Baroni punta sul volume di gioco mostrato nell’ultima uscita, sulle iniziative di Vlasic — mai così centrale — sulle spinte di Gineitis e sui cross di Pedersen, le cui condizioni fisiche restano da monitorare insieme a quelle di Ilic.
In attacco, però, il punto di riferimento è sempre più Che Adams. Lo scozzese, partito inizialmente come riserva, ha conquistato spazio e fiducia fino a diventare titolare fisso nelle ultime cinque giornate. Contro il Cagliari ha confermato il suo valore: movimenti intelligenti, lucidità nelle scelte e l’assist perfetto per Vlasic sul gol del vantaggio. Qualità che fanno di Adams l’uomo chiave per il rilancio granata, a partire dalle sfide decisive contro Verona e Udinese.



