Tra nostalgia, ambizione e spirito azzurro. Sandro Tonali ha parlato ai microfoni di “Vivo Azzurro”, a pochi giorni dalle sfide decisive di qualificazione al Mondiale 2026 contro Estonia (11 ottobre) e Israele (14 ottobre). Il centrocampista del Newcastle si è raccontato a tutto tondo, tra ricordi d’infanzia, il legame con Gennaro Gattuso e un pensiero alla Serie A, che non ha mai davvero lasciato nel cuore.
Tonali e Gattuso: un legame speciale
Il ct della Nazionale è stato il suo idolo fin da bambino. Tonali sorride ricordando un aneddoto:
> “Da piccolo avevo una tazza con le foto di Gattuso. Un giorno si ruppe, ma pur di riaverla la rincollai tutta. Era il mio mito.”
Oggi quell’idolo è diventato il suo allenatore, e Sandro ne esalta la carica:
> “Gattuso ci trasmette l’amore per la maglia e la voglia di essere sempre competitivi. In allenamento non si molla nulla, ha ridotto al minimo la differenza di intensità tra allenarsi e giocare. È questa la mentalità che ci serve.”
Un gruppo che, dopo la sconfitta con la Norvegia, ha ritrovato compattezza e concentrazione. “Ora sappiamo bene quanto vale ogni partita — aggiunge Tonali — e dobbiamo affrontarle una alla volta, con la mentalità giusta.”
Nostalgia della Serie AL’ex Milan non chiude la porta a un ritorno in Italia, anzi:
> “Non si può mai sapere cosa succederà. Io dico sempre che è possibile. Non chiudo la porta alla Serie A, è la mia casa. Ora al Newcastle ho trovato equilibrio, ma il campionato italiano è sempre più bello.”
Parole che sanno di amore e rispetto per il calcio italiano, quello che lo ha cresciuto e portato in Premier League. Intanto, dagli spalti d’oltremanica, arrivano anche riconoscimenti importanti:
> “Scholes mi ha definito il miglior centrocampista della Premier? Quando un grande ex parla così fa davvero piacere. È una sensazione bellissima.”
Tra ricordi e futuro
Tonali guarda avanti, ma non dimentica il passato:
> “Il mio primo ricordo in azzurro è l’esordio con Mancini in Liechtenstein: un’emozione che provi una sola volta nella vita. La partita che rigiocherei? Quella con la Macedonia del Nord. Facemmo trenta tiri, loro uno solo. La palla pesava cinquanta chili, andò tutto storto.”
Ora però il presente si chiama Nazionale. Tonali è pronto a guidare il centrocampo azzurro con la grinta che lo contraddistingue, quella che il suo mentore Gattuso ha trasformato in uno stile di vita.



