Thuram esalta Spalletti: “È un genio”. E chiude all’Inter: “Non ci andrò mai”

Khephren Thuram si racconta e lo fa a cuore aperto: tra passato, Juventus e un legame sempre più forte con l’ambiente bianconero. Il centrocampista francese, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ripercorre i suoi ricordi d’infanzia in Italia, quando seguiva papà Lilian nei giorni torinesi: “Da bambino ho conosciuto tanti campioni in salotto, come Vieira, Henry e Tudor. Conte non me lo ricordo, ma mio padre mi ha parlato spesso della sua personalità da Juve”.

Thuram torna anche agli anni del Barcellona, periodo in cui lui e Marcus vivevano da vicino l’atmosfera del calcio dei fenomeni: “Messi era già fortissimo, una volta regalò a mio fratello un paio di scarpe. Ronaldinho era speciale e sempre solare: io e Marcus abbiamo preso un po’ il suo sorriso”.

Tra i passaggi più personali, la famiglia resta il punto fermo: “I miei genitori ci hanno dato tanto amore, senza viziarci. Il vero privilegio non è essere figlio di Lilian Thuram, ma avere un papà che mi vuole bene”. E anche dopo le buone prestazioni, il confronto resta costante: “Dopo il gol al Benfica mi ha detto bravo, ma poi mi ha spiegato cosa potevo fare meglio. Segreti tra padre e figlio”.

Spazio poi alla Juventus di oggi e soprattutto a Luciano Spalletti, figura centrale nella crescita del francese: “È geniale. In sala video ci sono tanti foglietti con indicazioni utili, uno ci ricorda di girare la testa in campo. Spalletti vede cose che altri nemmeno immaginano e posso diventare più forte grazie a lui”. Sul tema rinnovo, però, Thuram dribbla: “Chiedete a lui”.

Nella parte finale dell’intervista, il bianconero apre anche a un’ipotesi affascinante sul mercato, immaginando campioni come Benzema e Kanté in Serie A: “Sarebbero ancora decisivi. Benzema è intelligente, sa fare gol e ha vinto il Pallone d’Oro: farebbe la differenza alla Juve e ovunque”.

Infine, la dichiarazione più netta: Thuram conferma quanto la Juventus sia diventata “casa” e chiude ogni porta all’Inter: “Sto bene qui, non andrò mai all’Inter. E non vorrei mio fratello Marcus alla Juve: lui ha già la sua squadra. Giochiamo insieme in nazionale, basta quello”.

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