Thiago Silva: “Mi piacerebbe allenare il Milan. Volevo restare, poi mi chiamò Galliani”

Capitano del Fluminense a 41 anni, Thiago Silva si prepara a chiudere una carriera lunghissima e vincente. Ma mentre il campo si avvicina al saluto definitivo, la testa del centrale brasiliano è già proiettata al futuro. Un futuro che potrebbe riportarlo anche in Italia, e più precisamente al Milan.

In un’intervista rilasciata a France Football, l’ex rossonero ha raccontato il percorso che lo ha portato a diventare uno dei difensori più longevi e rispettati del calcio moderno, aprendo esplicitamente all’idea di intraprendere la carriera da allenatore. E tra i suoi sogni, c’è quello di guidare le squadre in cui ha giocato. Milan compreso.

L’esempio di Maldini

Silva torna indietro fino al 2009, al suo arrivo a Milano:«L’idea di giocare il più a lungo possibile è germogliata osservando Maldini. Non potevo giocare per questioni amministrative, ma Ancelotti mi chiese comunque di seguire la squadra. Così ho potuto osservare Paolo da vicino».

Un’osservazione che gli ha cambiato la carriera:«Ho capito che per durare bisognava fare molti sacrifici. Da lì ho cambiato mentalità, diventando un atleta e non solo un giocatore».

L’addio forzato al Milan

Tra i ricordi più forti, c’è anche quello dell’addio al Milan nel 2012, vissuto con grande amarezza:«Ero convinto di restare in rossonero, poi Galliani mi chiamò per dirmi che c’erano problemi finanziari. Così firmai per il PSG».

Una scelta obbligata, non voluta:«A Parigi poi mi sono sentito come a casa, ma lasciare il Milan non era nei miei piani».

PSG, Chelsea e le delusioni

Silva ripercorre anche gli anni francesi, tra grandi successi e qualche frattura personale, come l’addio al PSG nel 2020:«Non l’ho mai capito fino in fondo. Leonardo mi aveva voluto fortemente, avevamo un rapporto di fiducia. Poi mi disse che non facevo più parte del progetto. Fu una delusione».

Nonostante tutto, accettò di giocare ugualmente la fase finale della Champions, persa in finale contro il Bayern. L’anno dopo, però, la coppa arrivò con il Chelsea di Tuchel, completando una carriera ricca di trionfi.

Il futuro in panchina

Ora, però, lo sguardo è rivolto avanti. Thiago Silva si ispira a grandi allenatori come Luis Enrique, Guardiola, Tuchel e De Zerbi:«Voglio allenare le squadre dove ho giocato. Magari non succederà, ma sarebbe magico».

E quando si parla di Milan, il tono cambia: non è solo nostalgia, ma un progetto.Il campo lo ha visto protagonista per oltre vent’anni. La panchina potrebbe essere il prossimo capitolo. E, chissà, magari proprio in rossonero.

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