Svilar, dall’erede di Preud’homme al muro della Roma: la benedizione di Mou e la svolta di De Rossi

Non urla, non fa sceneggiate, non attira l’attenzione. Eppure, Mile Svilar è diventato uno dei volti più iconici della nuova Roma, un portiere capace di unire estetica vintage, tecnica moderna e un impatto statistico da fuoriclasse assoluto. La sua storia somiglia davvero a un film: parte da lontano, passa attraverso scelte rischiose, benedizioni importanti e arriva a un 2025 che lo sta consacrando come uno dei migliori portieri d’Europa.

A 26 anni, nato ad Anversa ma con sangue serbo, Svilar è oggi il protagonista silenzioso della corsa scudetto della Roma di Gasperini. I numeri parlano chiaro: solo 17 gol subiti in tutto il 2025, appena sei in questa Serie A, meglio di chiunque altro nel continente. E non è soltanto merito della difesa.

La statistica più clamorosa riguarda i suoi 5,6 gol evitati rispetto agli Expected Goals subiti: una cifra che descrive alla perfezione la sua capacità di trasformare occasioni nitide degli avversari in nulla di fatto. A questo si aggiunge un dato irreale: il 92% dei tiri in porta vengono neutralizzati. Numeri che, paradossalmente, ricordano il rendimento di un grande attaccante più che quello di un portiere.

LA BENEDIZIONE DI MOURINHO

Il primo a credere ciecamente in lui è stato José Mourinho. Lo difese, lo stimolò, lo mise davanti agli specchi delle pressioni romane spiegandogli che “chi resiste qui, resiste ovunque”. Lo Special One ne aveva intuito la personalità e ne apprezzava la freddezza, anche quando gli errori facevano rumore.

LA SVOLTA DI DE ROSSI

La vera metamorfosi, però, è arrivata con Daniele De Rossi. Il tecnico gli ha consegnato la porta senza esitazioni, costruendo una squadra che vive anche della sua sicurezza e della sua qualità con i piedi. Con Gasperini, infine, Svilar è diventato l’ingranaggio perfetto: un portiere reattivo, aggressivo, capace di interpretare il ruolo come un “libero aggiunto”.

IL LEGAME CON ROMA E L’OMBRA DEL PUPONE

Svilar è romanista anche per… “colpa” di Totti. Da ragazzino seguiva il Pupone e sognava di giocare in Serie A. Il destino lo ha portato proprio sotto la Curva Sud, dove ora si è preso applausi, rispetto e un ruolo da leader silenzioso.

TRA SERBIA E BELGIO: UNA SFIDA A DUE

Il suo rendimento ha riacceso il dibattito: a chi appartiene Svilar? Serbia o Belgio? Entrambe le federazioni lo vogliono e la decisione verrà presa presto. Di certo, la Roma oggi si gode uno dei portieri più in forma al mondo.La sua era iniziata come la storia del “piccolo Preud’homme”. Adesso è qualcosa di più: il film del muro che sta portando la Roma a sognare in grande

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