Luciano Spalletti sceglie la via della franchezza dopo Juventus-Cagliari e punta dritto su David e Openda. I due nuovi attaccanti bianconeri, arrivati per aggiungere qualità e alternative al reparto offensivo, finora non sono riusciti a conquistarsi quella fiducia necessaria per ribaltare le gerarchie e mettere realmente pressione a Vlahovic, che pur essendo in scadenza sembra più solido e credibile di loro agli occhi dell’ambiente.
Il tecnico bianconero, nel suo stile, ha alternato carezza e rimprovero, sottolineando che oltre agli aspetti tattici serve un cambio di atteggiamento: “A volte ci vorrebbe un po’ più di faccettina di ca… per risolvere certe situazioni. Se siamo timidini, gli avversari lo percepiscono e ti danno gli schiaffi, perché sanno che non reagisci”. Una frase eloquente che fotografa perfettamente ciò che Spalletti vuole dai suoi due attaccanti.
L’allenatore sta infatti lavorando molto sulla loro autostima. Da un lato Openda, più esplosivo e capace di attaccare gli spazi; dall’altro David, giocatore più relazionale e potenzialmente adatto anche al ruolo di seconda punta accanto a Vlahovic. La sensazione è che entrambi abbiano qualità importanti, ma fatichino a esprimerle con continuità e personalità.
Spalletti li difende, ma allo stesso tempo li sprona: “Sono ragazzi molto sensibili, me li abbraccio volentieri perché si vede che ne hanno bisogno. Ora servirebbero due o tre gol per ritrovare sicurezza e fare quello che sanno fare con più serenità. Ma nel calcio la serenità bisogna anche guadagnarsela, bisogna riuscire a costruirsela da soli”. Un messaggio chiaro, diretto e impossibile da fraintendere: la Juve aspetta David e Openda, e Spalletti pretende il salto di qualità.



