Luciano Spalletti non parlerà neanche alla vigilia di Roma-Juventus. Dopo il silenzio seguito all’eliminazione in Champions League e l’assenza di conferenza prima di Inter-Juve, la scelta viene confermata anche in questa settimana delicata di Serie A. Nessun caso, ma una decisione condivisa con il club all’interno di una strategia comunicativa ben precisa.
Perché Spalletti non parla prima delle partite
La Juventus ha deciso di ridurre l’esposizione mediatica del proprio allenatore. Spalletti è un tecnico che non si è mai sottratto alle domande, anche sui temi più caldi, finendo spesso al centro del dibattito. Per evitare sovraesposizione e abbassare la pressione in un momento chiave della stagione, il club ha scelto una linea diversa: meno conferenze, più rotazione tra calciatori e dirigenti.
Non si tratta quindi di un silenzio polemico, ma di una strategia studiata per proteggere l’allenatore e mantenere il focus esclusivamente sul campo.
Conferenze affidate ai leader del gruppo
Alla vigilia di Inter-Juve si era presentato Manuel Locatelli. Ora, prima di Roma-Juve, toccherà a un altro leader dello spogliatoio prendere la parola. Una scelta che responsabilizza il gruppo e allo stesso tempo alleggerisce il tecnico.
La rotazione prevede anche l’intervento dei dirigenti nei momenti più delicati: l’obiettivo è garantire una presenza costante del club davanti ai microfoni senza concentrare tutta l’attenzione su Spalletti.
Juventus, focus sul campo
La decisione arriva in una fase cruciale della stagione tra campionato e impegni europei. Ridurre le apparizioni pubbliche dell’allenatore significa evitare ulteriori tensioni mediatiche e mantenere alta la concentrazione.
Il messaggio è chiaro: meno parole, più risultati. La Juventus prova così a compattarsi attorno al proprio tecnico, puntando su una comunicazione più controllata in vista di sfide decisive come Roma-Juve e i prossimi big match di Serie A.



