Luciano Spalletti torna a parlare in pubblico dopo l’esonero da commissario tecnico della Nazionale italiana. Ospite al Festival dello Sport di Trento 2025, l’ex allenatore azzurro ha affrontato con sincerità la fine della sua avventura in panchina, le prospettive della nuova Italia di Gattuso, il talento di Pio Esposito e il caso Acerbi. Tra autocritica, emozione e qualche frecciata, Spalletti ha tracciato un bilancio lucido del suo percorso con la maglia azzurra.
Spalletti: “Ho sbagliato a trasmettere troppo, i giocatori hanno bisogno di leggerezza”
Dal palco del Festival, Spalletti ha ripercorso la deludente conclusione della sua esperienza con la Nazionale, terminata dopo il pesante 0-3 contro la Norvegia.
“Avrei preferito non fare quella brutta figura, ma purtroppo è andata così. Ho commesso l’errore di trasmettere troppo il mio sentimento, il mio amore per il calcio. Volevo far capire ai ragazzi quanto fosse importante, ma forse li ho ‘intasati’ con troppe parole e richieste. Oggi ai giocatori serve leggerezza, serve arrivare alla partita con la musica nello spogliatoio, liberi di testa. Io invece sono entrato troppo nei loro ingranaggi. E questo, alla fine, non ha fatto bene.”
Un’analisi onesta e lucida da parte di un tecnico che ha sempre vissuto il calcio con grande passione e intensità.
“L’Italia andrà ai Mondiali: Gattuso è bravo, Pio Esposito mi ricorda Vieri”
L’ex Ct ha espresso grande fiducia nella nuova gestione di Gennaro Gattuso e nelle potenzialità della squadra azzurra:
“L’Italia ai Mondiali ci andrà, ne sono sicuro. Abbiamo una base di 25 giocatori forti e affidabili: Donnarumma è un top, come Di Lorenzo, Bastoni, Tonali e Barella. Gattuso ha trovato subito la quadra, soprattutto con le due punte: contro Israele l’ha vinta lui, con coraggio e soluzioni nuove.”
Poi un elogio speciale per Pio Esposito, giovane talento dell’Inter:
“Pio mi dà la sensazione che diventerà un grande centravanti. Ha forza, tecnica e sensibilità. Il gol che ha fatto ieri è stato incredibile per coordinazione e qualità. Mi ricorda Bobo Vieri: qualsiasi pallone gli tiravi addosso, te lo restituiva pulito. L’anno scorso l’ho visto tante volte alla Spezia, ha un futuro da campione.”
Acerbi e il caso Nazionale: “Era tra i più forti, ma poi ha cambiato idea”
Spalletti ha poi raccontato la verità sul caso Acerbi, spiegando la sua versione dei fatti:
“Sono sempre di più quelli che trovano scuse per non assumersi responsabilità. Acerbi era stato preconvocato, aveva accettato, poi il giorno prima della convocazione gli ho telefonato per confermare e lui mi ha detto: ‘Va bene, vengo’. Pochi giorni dopo però mi ha scritto che ci aveva ripensato. Gli ho richiamato più volte, ma poi mi ha spiegato che la decisione era legata alla situazione con Juan Jesus. Se lui è contento così, va bene. Ma le cose non sono andate come sono state raccontate.”
Spalletti ha chiarito che la convocazione era legata esclusivamente a motivi tecnici:
“Il campo aveva detto che Acerbi era tra i più forti. Lo avevo scelto anche per dare personalità e tranquillità a un gruppo giovane. Ma poi lui ha deciso diversamente.”
Spalletti: “L’Italia di oggi ha tutto per tornare grande”
Nonostante l’amarezza per la fine del suo percorso azzurro, Spalletti si è detto ottimista sul futuro della Nazionale:
“Abbiamo giocatori forti, un Ct preparato e tanta voglia di riscatto. Questa Italia può crescere molto. Io tifo per loro, perché l’Azzurro resta sempre nel cuore.”



