Dal palco del Festival dello Sport di Trento, Luciano Spalletti è tornato a parlare della sua esperienza da commissario tecnico dell’Italia e del caso legato a Francesco Acerbi. L’ex ct ha voluto chiarire la sua versione dei fatti: “Acerbi aveva accettato la pre-convocazione. Il giorno prima delle convocazioni l’ho chiamato, gli ho detto che aveva ragione perché il campo parlava chiaro: è ancora uno dei più forti. Nella semifinale contro il Barcellona aveva segnato il gol decisivo e gli avevo spiegato che lo volevo con noi per la partita contro la Norvegia, visto che avevamo tre infortuni: Gabbia, Buongiorno e Gatti”. Poi la stoccata: “Aveva avuto la possibilità di dirmi certe cose prima, invece le ha dette troppo tardi. Oggi sono sempre di più quelli che trovano scuse per non assolvere i propri impegni, e sempre di meno quelli che ci mettono la faccia”.Spalletti ha poi riflettuto sui mesi in azzurro, riconoscendo alcuni errori nella gestione del gruppo: “In Nazionale ho provato a trasmettere il mio modo di essere, ma forse ho sbagliato. Serviva più leggerezza, più equilibrio per gestire le enormi pressioni che si avvertono in quel ruolo. Io ho cercato di far capire che il calcio è una cosa seria, ma forse i ragazzi avevano bisogno di sentirlo in modo diverso. Mi sono spesso chiesto come avrebbero interpretato le mie parole”.
Spalletti: “Acerbi aveva accettato la convocazione. In Nazionale ho sbagliato a non dare più leggerezza”
0



