Jannik Sinner si presenta al media day degli Australian Open 2026 con un sorriso diverso: sereno, consapevole e, come dice lui, “più maturo”. A Melbourne soffia un vento fresco, ma il numero 2 del mondo appare al riparo soprattutto da quei pensieri che un anno fa lo accompagnavano in ogni giornata del torneo.
Nel 2025, infatti, Sinner arrivò in Australia nel pieno delle discussioni legali legate all’accordo con la Wada che avrebbe poi portato alla sospensione di tre mesi per il caso Clostebol. Una situazione che, inevitabilmente, pesava anche quando scendeva in campo. “L’anno scorso era molto più difficile perché non sapevo cosa sarebbe successo. Ho cercato di godermi ogni momento, ma non avevo mai la mente davvero sgombera. È stata dura”, ha raccontato, sottolineando quanto quel periodo sia stato complicato anche per la sua famiglia.
Oggi Sinner guarda a quel passaggio come a uno snodo che lo ha cambiato. “Quello che ho superato mi ha reso più forte come persona, oltre che come giocatore. Mi sento più preparato ad affrontare le situazioni difficili”, ha spiegato. Nel suo percorso cita anche la delusione al Roland Garros, trasformata in benzina per reagire e inseguire nuovi obiettivi con ancora più determinazione. “Tutto accade per una ragione. Ora vivo lo sport in modo diverso, più rilassato, ma dando sempre il massimo. Si tratta di trovare l’equilibrio”.
Un equilibrio che, nel lavoro quotidiano, passa anche dal rapporto con Darren Cahill. Il coach australiano resterà nel team almeno per tutto il 2026 e Sinner lo descrive come una figura centrale: “Ha una grande esperienza, mi conosce come giocatore e come persona. Riesce a tenere tutto sotto controllo e ti fa sentire al sicuro. È come un padre per tutti noi”, ha detto sorridendo.
Infine, sul possibile incrocio con Carlos Alcaraz, Sinner evita di fissarsi su un solo avversario: la preparazione resta completa e orientata al miglioramento globale. “Non ci si prepara per un solo giocatore, ma affrontarlo ti dà sempre spunti. In off season abbiamo lavorato su più aspetti, soprattutto sul fisico e sull’aggressività. Ora vediamo come andrà”.



