Jannik Sinner ha vissuto un momento di grande difficoltà all’Australian Open contro Eliot Spizzirri: un set perso, crampi, caldo estremo e un passaggio a vuoto che per un attimo ha fatto pensare al colpo a sorpresa. Poi la svolta: pausa per il protocollo caldo, tetto chiuso e rimonta completata fino al 4-6 6-3 6-4 6-4.
Non è però la prima volta che Sinner finisce vicino al ko in uno Slam. Quando il fisico lo mette alla prova o l’avversario alza il livello, Jannik ha già dimostrato di saper cambiare marcia e uscire più forte. E in più di un’occasione, da quelle paure è nato un trionfo.
Australian Open 2024: rimonta epica contro Medvedev in finale
In finale Sinner va sotto di due set contro Daniil Medvedev (3-6 3-6), sembra spento e in affanno. Poi cambia ritmo, alza l’intensità negli scambi e ribalta tutto, vincendo al quinto. È la rimonta che gli consegna il primo Slam e segna l’inizio della sua nuova dimensione.
US Open 2024: paura al polso, poi controllo totale
In semifinale contro Draper, il punteggio non racconta il rischio: una caduta e il dolore al polso sinistro lo costringono a un medical time out. Per qualche minuto aleggia l’incertezza, ma Sinner rientra lucido, accelera e chiude in sicurezza, lanciandosi verso il secondo Major.
Australian Open 2025: malore contro Rune, poi dominio
Contro Holger Rune arriva un campanello d’allarme pesante: caldo e umidità, malore e pausa medica negli spogliatoi. Il match sembra girare, invece dopo l’intervento Sinner torna più brillante, piazza l’allungo decisivo e chiude, aprendo la strada a un torneo poi vinto senza più concedere set.
Wimbledon 2025: sotto con Dimitrov, salvato dal ritiro
È probabilmente lo spavento più grande: Dimitrov vola avanti di due set e Sinner avverte anche un fastidio al gomito dopo una caduta iniziale. Poi, sul 2-2 del terzo, il bulgaro si infortuna e si ritira. Da lì Jannik cambia passo e completa l’opera, conquistando Wimbledon e aggiungendo un altro titolo storico alla sua bacheca.
Il filo comune
Quando Sinner “rischia”, spesso trova una soluzione: gestione mentale, adattamento tattico e capacità di resistere nei momenti scomodi. Anche la partita con Spizzirri rientra in questo copione: un allarme che può diventare carburante per la seconda settimana.



