Jannik Sinner riparte da Melbourne con un obiettivo chiaro: tornare in vetta al ranking ATP nel 2026. Il numero 2 del mondo, alla vigilia del sorteggio dell’Australian Open, ha raccontato la sua rincorsa al primo posto oggi occupato dal rivale Carlos Alcaraz: “Tornare numero uno è uno dei miei grandi obiettivi di questa stagione. Sarà difficile, ma sono felice di provarci dando tutto”.
La rivalità con lo spagnolo continua a essere il motore della sua crescita, tra classifica e campo: “Certo che ci penso, mi motiva molto. Se restiamo uno e due, l’unico modo per affrontarci è in finale. Ma c’è ancora tanta strada prima di arrivarci”.
Australian Open: Sinner difende il titolo
A Melbourne, però, la scalata al n.1 non è ancora semplice anche per una questione di punti: Sinner deve difendere i 2000 punti conquistati con il titolo dello scorso anno, mentre Alcaraz ne perde molti meno. L’obiettivo immediato resta quindi il torneo: vincere l’Australian Open per la terza volta consecutiva, traguardo riuscito di recente solo a Novak Djokovic.
Sinner si dice fiducioso: “Mi sono allenato molto bene prima di arrivare qui. La preparazione è stata eccellente e fisicamente mi sento pronto. A inizio stagione è normale avere dubbi, ma torno qui con grande fiducia”.
Scaramanzia e routine: “Qui uso sempre gli stessi armadietti”
Nel dietro le quinte pubblicato dagli Australian Open emerge anche il lato superstizioso dell’azzurro: “Uso sempre gli stessi armadietti nello spogliatoio, vicino alle docce. Se qualcosa non funziona per un paio d’anni, allora cambio. A Wimbledon l’ho fatto, qui no: finora sta andando tutto bene”.
Il lavoro con Vagnozzi e Cahill e il nuovo step
Accanto a lui ci sono Simone Vagnozzi e Darren Cahill, fondamentali anche nella fase di evoluzione del suo tennis. Sinner scherza sul coach italiano, ma ne sottolinea la dedizione: “Guarda più partite di chiunque altro per darmi più feedback possibile”.
Ed è proprio qui che nasce la novità più interessante: Sinner è pronto a prendersi qualche rischio in più per crescere. “Punterò forse anche a perdere alcune partite, ma cercherò di apportare cambiamenti. Voglio essere più imprevedibile: è quello che serve per diventare un tennista migliore”.



