Silenzio stampa e ritiro a oltranza: la Fiorentina prova a scuotersi. Vanoli per ora non rischia

La Fiorentina sceglie il silenzio e il ritiro per provare a reagire. Dopo la pesante sconfitta interna contro il Verona, il club ha deciso di entrare in silenzio stampa a tempo indeterminato: nessuna dichiarazione da parte di allenatore, dirigenti o giocatori nel post partita. Una scelta drastica, figlia di un momento estremamente delicato.

La squadra è stata immediatamente portata in ritiro al Viola Park, dove resterà fino a nuova comunicazione. Il soggiorno obbligato potrebbe protrarsi almeno fino a mercoledì, giorno della partenza per Losanna, dove giovedì i viola affronteranno l’ultima gara del girone di Conference League. Non è escluso, dunque, che il ritiro prosegua senza interruzioni.

Al momento non sono stati annunciati scossoni ufficiali: Paolo Vanoli non rischia nell’immediato, anche se in una situazione così compromessa nulla può essere dato per scontato. I numeri sono impietosi: dopo quindici giornate di campionato la Fiorentina non ha ancora vinto, con sei pareggi e nove sconfitte che inchiodano la squadra a soli 6 punti in classifica.

La stagione viola è già stata segnata da cambiamenti profondi: le dimissioni del direttore sportivo Daniele Pradè, l’esonero di Stefano Pioli e l’arrivo di Vanoli in panchina. Il nuovo tecnico aveva inizialmente raccolto due pareggi incoraggianti contro Genoa e Juventus, prima di sprofondare in una nuova serie di sconfitte contro Atalanta, Sassuolo e infine Verona.

La contestazione

Al termine della gara contro l’Hellas, il Franchi ha espresso tutta la sua rabbia. Fischi prolungati, cori durissimi (“Fate ridere”) e giocatori fermi sotto la curva, a testa bassa, ad ascoltare la contestazione. Molti tifosi avevano già lasciato lo stadio al 93’, subito dopo il gol decisivo di Orban, senza attendere il recupero.

L’atmosfera all’esterno dell’impianto è stata surreale: tanta polizia, nessun tifoso e un silenzio pesante. Dopo i fischi dell’intervallo, con la Fiorentina sotto 1-0, nella ripresa il pubblico aveva comunque provato a spingere la squadra verso una rimonta, rivelatasi però un’illusione.

Tutto inutile

Nemmeno la recente vittoria in Conference League contro la Dinamo Kiev ha prodotto quella scossa psicologica auspicata da Vanoli. Il ko contro il Verona, penultimo in classifica, rappresenta forse il punto più basso della stagione: una partita indicata come spartiacque e invece trasformata in un ulteriore passo verso il baratro.

Con il successo dell’Hellas (2-1, doppietta di Orban), il Verona sale a 12 punti mentre la Fiorentina resta ferma a 6, con la zona salvezza ora distante otto lunghezze. Domenica prossima al Franchi arriverà l’Udinese, ma la strada per uscire dalla crisi appare sempre più in salita.

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