La Serie A deve fare i conti con un’emergenza ormai evidente: gli infortuni muscolari stanno aumentando a ritmi preoccupanti. Dopo appena undici giornate, i giocatori hanno già saltato 388 partite, oltre il 30% in più rispetto allo stesso punto della scorsa stagione. L’ultimo caso è Emil Holm, fermato durante Svezia-Svizzera, mentre Nicolò Rovella dovrà operarsi per risolvere la pubalgia che lo tormenta da mesi.
Il problema non riguarda solo chi gioca di più o le squadre impegnate nelle coppe: si gioca troppo, si recupera poco e gli stop arrivano anche in situazioni banali, come i recenti infortuni di De Bruyne e Dybala.
Le società cercano rimedi tra alimentazione, rotazioni e preparazione fisica mirata, ma l’equilibrio tra intensità e prevenzione resta complicato. La Lazio è la squadra più colpita con 42 partite saltate; il Napoli ha perso 13 giocatori da inizio anno tra muscolari e ricadute, spingendo De Laurentiis a un nuovo sfogo. Ma nessuna big è davvero immune: Milan, Inter, Juve e Roma hanno dovuto rinunciare a titolari pesanti come Maignan, Leao, Thuram, Miretti e Dybala.
Un trend che continua a crescere settimana dopo settimana e che impone una riflessione sul calendario e sulla tutela degli atleti, sempre più spremuti da un sistema che lascia poco spazio al recupero.



