Serie A, allarme infortuni: +45% rispetto al 2024. Lazio, Napoli e Bologna le più colpite

L’allarme infortuni muscolari scuote la Serie A 2025/26. Dopo appena sei giornate di campionato, i dati parlano chiaro: i giocatori delle 20 squadre del massimo campionato italiano hanno già saltato 180 partite complessive per problemi muscolari. Un aumento del 45,1% rispetto allo stesso periodo della scorsa stagione, quando il totale si fermava a 124.

I club più colpiti sono Lazio, Napoli e Bologna, mentre Inter e Fiorentina si distinguono per l’ottima gestione atletica, con pochissimi stop.

I dati: un aumento vertiginoso del 45%

Secondo un’analisi di Transfermarkt, i calciatori di Serie A hanno perso ben 180 presenze complessive nelle prime sei giornate per guai muscolari. Nello stesso periodo del 2024 erano state solo 124: 56 in meno, segno di un trend in costante crescita.

La causa principale è da ricercare nell’aumento del numero di partite e nei ritmi sempre più intensi. Le squadre di vertice oggi giocano molto di più: basti pensare che la scorsa stagione l’Inter ha disputato 63 gare ufficiali tra Serie A, Champions League e Mondiale per Club, sei in più rispetto all’anno del Triplete. Ma non è solo una questione di calendario: il calcio moderno impone velocità, forza e pressione costante, aumentando esponenzialmente il rischio di lesioni muscolari.

Le squadre più colpite: Lazio, Napoli e Bologna in emergenza

Le più penalizzate da questo inizio di stagione sono Lazio, Napoli e Bologna, con numeri che preoccupano gli staff medici e i tecnici.

  • Lazio: 16 partite saltate. I problemi più gravi per Vecino (6 gare fuori per una vecchia cicatrice al flessore), Lazzari e Patric (3 a testa), oltre a Dele-Bashiru (2).
  • Napoli: dopo il lungo stop di Lukaku, ancora ai box per l’infortunio estivo, si sono fermati anche Politano e Lobotka contro il Genoa. A questi si aggiungono Rrahmani (3 gare fuori) e Buongiorno (2).
  • Bologna: il nuovo acquisto Immobile ha giocato solo una partita prima della lesione al retto femorale destro. Problemi anche per Casale (4), Holm (3) e Pobega (2).

Un quadro che mette in difficoltà allenatori come Conte, Sarri e Italiano, costretti a continue rotazioni.

Chi si salva: gestione perfetta per Inter e Fiorentina

Sul fronte opposto, Inter e Fiorentina si distinguono per una gestione atletica quasi impeccabile.

In casa nerazzurra, solo Marcus Thuram ha saltato una partita per un lieve problema alla coscia sinistra, mentre lo scorso anno i casi erano stati cinque.

Ancora meglio la Fiorentina: nessun infortunio muscolare registrato nelle prime sei giornate, un risultato eccezionale che rappresenta un segnale positivo per Stefano Pioli, dopo le difficoltà vissute nelle ultime stagioni al Milan.

Le cause: più partite, meno recupero

Oltre all’intensità del gioco e ai ritmi imposti dalle nuove competizioni, pesa anche la riduzione dei tempi di recupero tra una gara e l’altra.

Le nuove regole — come i cinque cambi e i calendari internazionali sempre più compressi — spingono i giocatori al limite delle proprie capacità fisiche.

Gli staff medici sono chiamati a un lavoro sempre più complesso, che va oltre la semplice preparazione atletica: monitoraggi costanti, piani di prevenzione personalizzati e attenzione alla gestione dei carichi sono ormai essenziali.

Conclusione: un campionato sempre più intenso

Il dato del +45% di infortuni muscolari rispetto alla scorsa stagione deve far riflettere.

La Serie A è oggi un torneo più veloce e competitivo, ma anche più rischioso per i protagonisti. Se Lazio, Napoli e Bologna cercano di arginare l’emergenza, Inter e Fiorentina dimostrano che una gestione scientifica e moderna può fare la differenza.

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