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    Saudi Pro League, fuga dei big dall’Arabia Saudita: non solo Ronaldo, da Henderson a Neymar cresce l’esodo e il progetto PIF vacilla

    La Saudi Pro League rischia di scoprire il suo lato più fragile. Dopo l’ondata di investimenti che ha portato in Arabia Saudita campioni e stelle ancora nel pieno della carriera, oggi il campionato deve fare i conti con un segnale sempre più evidente: molti big stanno lasciando la lega, e il caso Cristiano Ronaldo ha acceso i riflettori su un malessere che sembra andare oltre il singolo episodio.

    Dal “cimitero degli elefanti” alla bolla: il precedente dei campionati-ricchi

    Negli anni ’70 fu la NASL statunitense ad attirare fuoriclasse a fine carriera, da Pelé a Beckenbauer, passando per Cruijff e Chinaglia. Poi sono arrivate altre “bolle” calcistiche, come la lega giapponese e quella cinese: progetti partiti forte e poi rientrati, tra limiti strutturali e sostenibilità economica.

    L’Arabia Saudita sembrava destinata a un percorso diverso: potenza economica e politica, peso crescente nei grandi eventi internazionali e un campionato capace di attrarre anche giocatori ancora competitivi.

    Il caso Ronaldo e le accuse: mercato, PIF e ritardi negli stipendi

    Il punto di rottura, però, è diventato il caso Ronaldo. Il portoghese ha denunciato la mancanza di una svolta concreta nel progetto, puntando il dito su due aspetti:

    • investimenti sul mercato inferiori rispetto ai rivali dell’Al Hilal;
    • indiscrezioni su ritardi nei pagamenti degli stipendi.

    Un quadro che, se confermato, spiegherebbe perché la protesta di CR7 sia diventata il simbolo di un problema più ampio: non solo ambizioni, ma anche gestione e continuità.

    Non solo CR7: i big che hanno già lasciato la Saudi League

    Il “segnale” più forte, prima ancora della tensione legata a Ronaldo, era arrivato con l’addio anticipato di Jordan Henderson, uscito dall’Al Ettifaq dopo pochi mesi nonostante un investimento importante. Da lì, l’elenco delle partenze si è allungato con profili di peso come:

    • Seko Fofana (oggi al Porto),
    • Neymar,
    • Talisca, Jota, Alex Telles,
    • Ivan Rakitic.

    Movimenti che raccontano un trend: non tutti i nomi arrivati per “petrodollari” restano davvero.

    Al Ittihad tra i club più colpiti: Kanté via, Benzema all’Al Hilal

    Tra le società più esposte c’è l’Al Ittihad, campione in carica, che ha già perso pezzi importanti:

    • N’Golo Kanté ha lasciato il club;
    • Karim Benzema è passato ai rivali dell’Al Hilal.

    E nel frattempo, altri profili come Fabinho e Danilo Pereira vengono indicati tra i possibili prossimi a partire. Il rischio, per diversi club, è quello di dover ricostruire continuamente senza una vera stabilità tecnica.

    Il futuro della Saudi Pro League tra concorrenza e Mondiale 2034

    Il progetto saudita era stato presentato come destinato a crescere fino a competere con le migliori leghe, ma oggi deve affrontare concorrenti sempre più credibili: MLS, campionato turco e brasiliano stanno tornando appetibili, anche per ragioni sportive e di vita.

    Le uscite recenti di nomi di primo piano alimentano i dubbi sulla sostenibilità del modello. E lo scenario diventa ancora più delicato avvicinandosi al grande obiettivo: il Mondiale 2034 in Arabia Saudita, che dovrebbe rappresentare il punto più alto del progetto calcio del Paese.

    In sintesi: la Saudi Pro League resta un campionato ricchissimo e influente, ma l’effetto “fuga dei big” — con il caso Ronaldo in prima linea — rischia di trasformarsi in un campanello d’allarme per tutto il sistema.

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