San Siro, oggi il voto decisivo: cosa succede se passa il “sì” e cosa cambia con il “no”

Consiglio comunale di Milano chiamato a decidere sul futuro dello stadio Meazza. Possibili scenari tra approvazione, ricorsi e il piano alternativo di San Donato

Il destino di San Siro si decide oggi a Milano. Il Consiglio comunale è chiamato a votare la delibera che prevede la cessione dello stadio Meazza e delle aree circostanti a Milan e Inter, per un valore stimato dall’Agenzia delle Entrate in 197 milioni di euro. Una decisione storica, che potrebbe segnare il futuro del calcio milanese e dell’intera città, anche in vista di Euro 2032.

Come si vota e quali sono i numeri in Consiglio

I voti totali sono 49: la maggioranza si raggiunge con 25 preferenze. La partita si gioca soprattutto nel centrosinistra, con 23 voti favorevoli già certi e due indecisi (Marco Fumagalli e Monica Romano). Non è escluso che qualche consigliere dell’opposizione possa astenersi o votare a sorpresa. La seduta potrebbe durare fino a tarda notte, con discussioni e numerosi emendamenti.

Se vince il “sì”: nuovo stadio e ricorsi in arrivo

In caso di approvazione, Milan e Inter avranno tempo fino al 10 novembre 2025 per formalizzare l’acquisto e avviare il progetto del nuovo stadio nell’area dei parcheggi del Meazza.

  • L’attuale San Siro ospiterebbe ancora per alcuni anni le partite di Milan e Inter, oltre alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali 2026.
  • Il nuovo impianto, progettato dagli studi internazionali Manica e Foster + Partners, dovrebbe essere pronto entro il 2030 e inserito tra le sedi dell’Europeo 2032.
  • Una parte del vecchio San Siro (la zona Sud-Est) verrebbe conservata e trasformata in spazi commerciali, uffici e aree museali.

Tuttavia, anche in caso di vittoria del “sì”, i ricorsi legali dei contrari potrebbero rallentare il progetto, aprendo nuovi fronti in tribunale.

Se vince il “no”: il piano alternativo di San Donato

Se invece il Consiglio comunale respingesse la delibera, il Milan tornerebbe a spingere per il progetto San Donato, dove sono già stati investiti 55 milioni di euro.

Per l’Inter, la situazione appare più incerta, ma l’ipotesi più realistica porta a una collaborazione con i rossoneri per dividere costi e gestione del nuovo impianto. In questo scenario, però, i tempi per avere un nuovo stadio entro il 2030 sarebbero molto più complicati.

L’allarme di Abodi

Il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha commentato la situazione:

“Mi auguro che Milano sappia trasformarsi anche nel settore stadi. L’investimento privato da 1,5 miliardi di euro è un’opportunità che va accettata e rispettata, perché porta benefici non solo al calcio ma a tutta la città. Senza Milano, c’è il rischio che Euro 2032 perda uno dei suoi palcoscenici principali”.

Articoli correlati

Commenti

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ultimi articoli