Rocchi: “A Napoli non c’era rigore, l’assistente è andato oltre i suoi compiti. Su Conceiçao invece sì”

Il designatore arbitrale ha analizzato gli episodi più discussi dell’ottava giornata di Serie A durante la trasmissione Open Var: critiche per Mariani e Bindoni dopo Napoli-Inter, bocciato Colombo per Lazio-Juventus, e chiarimenti sui casi di Firenze e Milano.

Il caso Napoli-Inter: “Errore procedurale, non era rigore”

Durante l’ultima puntata di Open Var, il designatore degli arbitri Gianluca Rocchi ha commentato i principali episodi dell’ottava giornata di Serie A, partendo da quello più discusso: il rigore assegnato al Napoli contro l’Inter per un contatto tra Mkhitaryan e Di Lorenzo.

Rocchi non ha avuto dubbi:

“Non era rigore. L’assistente Bindoni è andato oltre i suoi compiti. Deve intervenire solo su episodi chiarissimi nella sua area di competenza, e questo non lo era. Mi aspettavo un on field review. La procedura non è stata normale”.

L’arbitro Mariani, su segnalazione di Bindoni, aveva fischiato il rigore otto secondi dopo il contatto, senza una chiara visione diretta. Anche il Var Marini aveva confermato la decisione, sostenendo che “il contatto c’è, quindi non possiamo toglierlo”.

Rocchi, invece, ha definito la gestione del caso “sotto soglia” e ha attribuito “molta responsabilità all’assistente, poi al direttore di gara e infine al Var”.

Lazio-Juventus: “Su Conceiçao c’era rigore”

Il designatore ha poi analizzato un altro episodio chiave, questa volta in Lazio-Juventus, dove Gila ha commesso un fallo su Conceiçao:

“È rigore. Gila prende il piede, non il pallone. Non tutti i pestoni sono fallosi, ma in questo caso è chiaro: non c’è dinamica di salto, è un intervento diretto”.

Rocchi ha confermato che l’arbitro Colombo ha sbagliato a non concedere il penalty, motivo per cui anche lui è stato bocciato dalla commissione arbitrale.

Fiorentina-Bologna: “Rigore per Dodò, giusta la non chiamata su Bernardeschi”

In merito alla partita del Franchi, diretta da La Penna con Paterna al Var, Rocchi ha chiarito:

“Il tocco di mano di Dodò è punibile: si aggiusta il pallone con un gesto istintivo, ma questo è un fallo da rigore. Su Bernardeschi invece non c’è rigore, la caduta non è naturale e manca il contatto netto”.

Il designatore ha aggiunto che il secondo giallo a Holm è stato corretto, così come la decisione di non punire il tocco di mano di Kean prima del primo rigore assegnato alla Fiorentina.

Milan-Pisa: “Più vicino al portiere, più punibile”

Rocchi ha infine illustrato una nuova linea interpretativa sul tema fuorigioco e interferenza visiva dopo il gol di Leao contro il Pisa:

“Stiamo cercando di oggettivizzare. Più il giocatore in fuorigioco è vicino al portiere, più è punibile. In questo caso, l’impatto visivo è alto, quindi da ora in poi la vicinanza sarà un parametro chiave”.

Il designatore ha confermato anche la correttezza del rigore per il braccio largo di De Winter, mentre ha definito regolare il gol del Pisa:

“Il contatto Moreo-Gabbia è casuale, non c’è evidenza chiara di fallosità”.

Rocchi: “Troppa autostima, servono equilibrio e collaborazione”

Chiudendo l’intervento, Rocchi ha ribadito un concetto centrale:

“Non vogliamo fermare nessuno, ma quando vedo errori senza logica mi arrabbio. Alcuni arbitri si fanno prendere dall’autostima e dimenticano che il nostro obiettivo è tutelare i club e la regolarità delle partite. Serve equilibrio e collaborazione”.

Il designatore ha anche rinnovato il suo appello a tutte le componenti del calcio italiano per abbassare i toni e ritrovare serenità: “Dobbiamo lavorare insieme per il bene del gioco, non contro di esso”.

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