Il rigore pesa? Nessun problema: c’è Dilan Zarate che alza la mano e si prende la responsabilità. Ed è già questa una notizia importante per l’Inter, che sta crescendo in casa uno specialista dal dischetto. Una sorta di mini Calhanoglu: stesso ruolo, stessa personalità, stessa capacità di dettare i tempi. Nato in Colombia, cresciuto in Spagna ed esploso in Italia, Zarate è un regista moderno, capace all’occorrenza di agire da mezzala o trequartista, con un’indole naturale all’invenzione. È uno di quelli che vuole sempre il pallone, anche sotto pressione, perché la giocata l’ha già pensata.
Il potenziale è ancora in gran parte da sviluppare, ed è forse la notizia migliore per il club nerazzurro. Arrivato a Milano nell’estate 2023, Zarate ha avuto un impatto immediato, salvo poi vivere una fisiologica fase di assestamento. Servirà tempo, anche per definire il ruolo definitivo: mediano davanti alla difesa, mezzala box-to-box o incursore sulla trequarti. Di certo ha caratteristiche complete: imposta, recupera palloni, corre all’indietro senza paura e sa spezzare il gioco. Usa entrambi i piedi con naturalezza e, nonostante non sia un gigante fisicamente, compensa con grinta e intensità sudamericana.
Il marchio di fabbrica, però, sono i rigori. Quattro gli ultimi, tutti decisivi: semifinale scudetto contro il Sassuolo, finale di Supercoppa Primavera col Cagliari, un altro in campionato sempre contro i sardi e uno in Youth League contro il Liverpool. In particolare, restano simbolici il penalty che ha aperto la strada allo scudetto Primavera e quello trasformato nella finale di Supercoppa all’Arena Civica, l’ultimo della serie. Quando il pallone pesa, Zarate non trema: lo tratta con una serenità rara per un ragazzo del 2007.
La sua storia parte da Cartagena de Indias, in Colombia. A dieci anni si trasferisce in Spagna con il padre, crescendo tra Gimnàstic Tarragona, Tecnifutbol, Cornellà e Girona, prima della chiamata dell’Inter. A Milano ha firmato di recente il rinnovo fino al 2029 ed è descritto come un ragazzo serio, ben inserito nello spogliatoio, esigente soprattutto con se stesso. In questa stagione ha già collezionato 20 presenze tra Primavera, Under 18 e Inter U23, con l’esordio tra i “grandi” in Coppa Italia di Serie C. Tre i gol, numeri in linea con la sua crescita costante.
Nel frattempo, la Spagna si è mossa prima della Colombia: Zarate è stato convocato dall’Under 19 della Roja per la SNS International Cup, scatenando qualche rimpianto in patria. I suoi modelli? Un mix da sogno: il destro di CR7, il sinistro di Messi, il passaggio di Kroos, l’intelligenza di Iniesta. E il rigore della vita? Probabilmente lo tirerebbe lui stesso. Perché Dilan Zarate, quando conta davvero, non si tira mai indietro.



