La riforma degli arbitri in Serie A e Serie B entra nel vivo. Dopo le proteste di diversi club e le polemiche sulle direzioni di gara, il presidente della FIGC Gabriele Gravina accelera verso una svolta strutturale: la creazione di una classe d’élite indipendente e l’introduzione del professionismo per gli arbitri di A e B.
La questione arbitrale è ormai centrale nel dibattito sul calcio italiano. Per questo la Federazione vuole dare una risposta concreta nel breve periodo, con l’obiettivo di portare una bozza in Consiglio federale entro un mese.
Classe d’élite indipendente: come funzionerà
Il progetto prevede la nascita di una società di fatto privata e completamente autonoma, partecipata al 100% dalla FIGC. All’interno confluirebbe un budget stimato tra i 17 e i 18 milioni di euro annui, finanziato principalmente dalla Federazione e in parte dalle Leghe di Serie A e Serie B.
Il Consiglio federale nominerà tre consiglieri di amministrazione indipendenti, non legati a club, AIA o FIGC. Il nuovo organismo avrà competenze sia amministrative che tecniche:
- un direttore tecnico, che definirà i nomi degli arbitri inseriti nella classe d’élite e svolgerà di fatto il ruolo di designatore;
- un direttore amministrativo, responsabile degli aspetti economici e burocratici.
L’obiettivo è separare il merito sportivo dalle valutazioni politiche, togliendo le nomine dall’organo politico dell’AIA, il Comitato nazionale.
Professionismo per gli arbitri di Serie A e B
La riforma punta anche a introdurre il professionismo per gli arbitri di Serie A e Serie B. In una prima fase, i direttori di gara verrebbero pagati a gettone; successivamente, se ritenuti idonei dal designatore, potrebbero essere assunti con contratti a tempo determinato.
L’AIA continuerebbe a occuparsi della formazione dei nuovi arbitri e della gestione fino alla Serie C, mentre la nuova struttura autonoma gestirebbe esclusivamente la classe d’élite.
Tempistiche e obiettivi della FIGC
La FIGC vuole arrivare rapidamente al voto in Consiglio federale. L’idea è quella di presentare una proposta definitiva entro un mese, con l’ambizione di rendere operativa la riforma già dalla stagione 2026/2027.
Gravina punta a una riforma ampia e condivisa, sostenuta da una larga maggioranza del mondo sportivo. L’obiettivo dichiarato è aumentare trasparenza, qualità e indipendenza della classe arbitrale, rispondendo così alle critiche e restituendo credibilità al sistema.



