Raspadori torna in Serie A all’Atalanta: operazione da 22 milioni che fa sorridere anche Gattuso

Il ritorno di Giacomo Raspadori in Serie A è una notizia che interessa non solo l’Atalanta e i tifosi nerazzurri, ma anche Rino Gattuso. L’attaccante azzurro rientra in Italia dopo mesi complicati all’Atletico Madrid e lo fa con un segnale chiarissimo: la Dea lo ha acquistato a titolo definitivo per 22 milioni più bonus, investendo su di lui come pedina centrale del progetto tecnico di Raffaele Palladino.

Per Raspadori, il problema principale in Spagna è stato il minutaggio. In Liga ha collezionato 12 presenze, una sola da titolare, per un totale di 226 minuti, senza segnare e con due assist. Troppo poco per un calciatore che, nella scorsa stagione, pur senza essere sempre titolare, aveva lasciato il segno nel Napoli. Qualche lampo in più era arrivato in Champions: un assist contro il Liverpool e un gol contro l’Eintracht, poi di nuovo spazio ridotto.

Il passaggio da Simeone a Palladino può cambiare tutto. L’Atalanta cerca spesso attaccanti capaci di muoversi tra le linee, dialogare con i compagni e attaccare la profondità: caratteristiche che Raspadori ha sempre mostrato. Con un investimento così importante, l’idea è chiara: più spazio, più responsabilità e un ruolo più centrale.

E qui entra in gioco anche la Nazionale. Raspadori è un profilo prezioso per Gattuso: in azzurro ha segnato 11 gol in 45 presenze, spesso impiegato non da prima punta ma da seconda punta o trequartista. Inoltre, tra giugno e settembre, ha trovato il gol in tre partite consecutive: un segnale di continuità che il ct può voler ritrovare in vista degli impegni decisivi.

La scelta dell’Atalanta, rispetto alle ipotesi Roma e Lazio, pesa proprio per la formula: non un prestito, ma un acquisto definitivo. Tradotto: fiducia totale e la promessa di un percorso tecnico costruito attorno alle sue qualità. Per Raspadori è l’occasione giusta per tornare protagonista. Per Gattuso, è una buona notizia: avere un giocatore così di nuovo al centro della scena in Serie A può fare la differenza anche in chiave Mondiale.

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