Adrien Rabiot ha scelto il momento perfetto per lasciare il segno. Nel match contro il Torino, con il Milan sotto 2-0 e in una trasferta storicamente complicata, il francese ha trovato il gol che ha cambiato l’inerzia della gara: primo tiro in porta del suo campionato e rete pesantissima, con un sinistro da fuori area vicino all’incrocio.
Gol al primo tiro: la giocata che accende la rimonta
Fino a quella sera, Rabiot non aveva ancora calciato verso la porta in Serie A. Poi, al primo tentativo, ha tirato fuori un gesto tecnico da leader: conclusione potente e precisa dalla distanza, senza cercare la giocata semplice. Una scelta che racconta il suo modo di stare in campo: quando la squadra rischia di uscire dalla partita, prova a spostare l’equilibrio con personalità.
Perché Allegri lo voleva: fisico, letture e presenza nelle due aree
Rabiot è stato un acquisto fortemente voluto da Allegri e si capisce perché: è un centrocampista che incide in tanti modi, tra fisicità, corsa, coperture e letture intelligenti. La sua presenza pesa sia nella gestione del ritmo sia nelle situazioni chiave, quando serve una giocata per cambiare il copione.
Le parole di Rabiot: “Siamo stati molli, poi più cattivi”
Nel post-partita, Rabiot non ha nascosto i problemi iniziali: “Siamo stati molli all’inizio” e su questo, dice, bisogna lavorare perché non sempre sarà possibile ribaltare così le gare. La svolta, secondo lui, è arrivata all’intervallo: la squadra si è detta di essere “più cattiva” e in campo si è visto subito un cambio di intensità. Anche l’ingresso di Pulisic, sottolinea, ha dato una mano.
Sul gol, il francese è diretto: non lo definisce “il più importante” della sua carriera, ma riconosce che ha dato qualcosa alla squadra. “Ogni tanto c’è bisogno di una giocata che cambiasse la partita”, la frase che riassume perfettamente il peso della sua conclusione.
La risposta ad Allegri: “Mancano i gol dei centrocampisti”
Il gol di Rabiot suona anche come una risposta alle richieste dell’allenatore, che nei giorni precedenti aveva evidenziato la necessità di più reti dai centrocampisti e una maggiore efficacia sulle palle inattive. Rabiot, del resto, i gol li sa fare: nella stagione 2022-23 segnò 11 reti tra campionato e coppe.
Nuovi equilibri a centrocampo e cosa aspettarsi
Con il ritorno di Fofana, il Milan potrebbe cercare un assetto più stabile: in alcune soluzioni, la mezzala più libera di attaccare può essere un altro interprete, mentre Rabiot resta più prudente per garantire coperture e ordine. Ma la sensazione è che, alzando il suo raggio d’azione, il francese possa aumentare ancora la sua pericolosità: anche su calcio piazzato, dove spesso riesce a farsi valere.



