Adrien Rabiot non nasconde l’ambizione e indica la strada per il Milan nella seconda parte di stagione. In un’intervista rilasciata a Sky, il centrocampista francese ha analizzato i punti lasciati per strada dai rossoneri e ha messo l’accento su un tema chiave: la mentalità. “Avremmo potuto fare qualche punto in più, ne abbiamo lasciati un po’ per strada”, ha spiegato, sottolineando come in alcune partite il Milan abbia pagato un approccio non all’altezza. “Sbagliamo a livello mentale l’approccio, magari ci rilassiamo pensando di aver già fatto qualcosa di grande. Alla fine puoi pagare questa cosa: dobbiamo ritrovare solidità e mantenere lo stesso livello contro tutte le squadre”.
Rabiot su Leao: “È già cambiato, ora conta la testa”
Tra i temi centrali dell’intervista, anche Rafael Leao. Rabiot riconosce le qualità del portoghese, ma evidenzia soprattutto un segnale incoraggiante visto da vicino negli ultimi mesi. “È forte, l’ha dimostrato. Ma da quando sono arrivato ho visto che è già cambiato: nell’atteggiamento in campo c’è qualcosa di diverso e tutto inizia da qui”. Per il francese, il vero salto dipenderà dalla maturità mentale: “Deve continuare a crescere. Poi dipende da lui, capire dove vuole arrivare”.
Maignan e rinnovo: “Portieri così sono pochi, speriamo resti”
Rabiot spende parole pesanti anche per Mike Maignan, definito di fatto una colonna del Milan. “Portieri così sono pochi nel mondo del calcio”, ha dichiarato, ricordando anche il rapporto personale: “Mi aveva parlato anni fa per farmi venire al Milan”. Sul futuro del capitano rossonero il centrocampista non entra nelle dinamiche societarie, ma dal punto di vista tecnico è netto: “Spero rimanga perché è difficile da sostituire. Abbiamo bisogno di lui: può decidere le partite. È stimato e amato da tutti, è una persona vera”.
Obiettivo Scudetto: “Non mi accontento. Se vinciamo, tatuaggio”
Il Milan punta alla Champions, ma Rabiot alza l’asticella. “Finire tra i primi quattro è l’obiettivo del club, ma personalmente punto a qualcosa di più grande”, ha detto, spiegando di voler trasmettere la cultura della vittoria anche ai compagni meno abituati a lottare per un campionato lungo e difficile. E sullo Scudetto arriva anche una promessa particolare: “Non ho tatuaggi, ma se vinciamo il campionato potrei farne uno. Sarebbe un tatuaggio importante”.
Allegri decisivo: “Ha cambiato il Milan. Incide sulla testa”
Infine, Rabiot ha elogiato Massimiliano Allegri, indicando nello staff il fattore che ha modificato la squadra rispetto alla passata stagione. “La cosa che ha cambiato il Milan non è un giocatore, ma l’allenatore con il suo staff”. Il francese evidenzia l’impatto umano e mentale del tecnico: “Il calcio non è solo gambe. Allegri incide sulla nostra testa, mi parla molto, mi aiuta. A volte mi capisce anche senza parlare”.



