Quale centravanti serve davvero ad Allegri

Se punterà i piedi e si incatenerà all’armadietto di Milanello, allora molto probabilmente non succederà nulla. Se invece qualcuno di influente – allenatore, dirigenza o area tecnica – riuscirà a fargli cambiare idea, allora qualcosa potrebbe davvero muoversi. Una cosa, però, è certa: qualsiasi riflessione sul mercato di gennaio in casa Milan passa inevitabilmente da Santiago Gimenez.

La rosa è corta, ma un arrivo “a senso unico” in attacco è da escludere. Se entrerà un centravanti, sarà perché un altro uscirà. È una premessa necessaria per capire lo stato dell’arte del reparto offensivo rossonero, oggi uno dei temi più delicati della stagione.

Il Milan resta in alto grazie a molti fattori: l’esperienza dei senatori, la duttilità tattica di Allegri, una fase offensiva costruita coinvolgendo tutta la squadra e lo stato di grazia di Pulisic. Ma c’è un dato che pesa: la squadra non riesce ancora ad affidarsi pienamente al proprio centravanti. Lo zero alla voce gol in campionato di Gimenez, unito ai problemi fisici e a un evidente calo di fiducia, ha acceso più di una riflessione in società.E qui entrano in scena due profili molto diversi tra loro: Joshua Zirkzee e Niclas Füllkrug.

Il primo è un attaccante associativo, che ama uscire dall’area, dialogare, creare superiorità e spazi per gli inserimenti. È una punta moderna, capace di legare il gioco ma meno focalizzata sulla finalizzazione pura. Il secondo è l’opposto: centravanti verticale, fisico, abituato a occupare l’area e a vivere di palloni sporchi, rimbalzi e duelli. Uno che semplifica il calcio, soprattutto quando serve concretezza.La domanda che Allegri e il Milan devono porsi è semplice solo in apparenza: che tipo di centravanti serve davvero a questa squadra?

Un attaccante che faccia giocare meglio i compagni o uno che risolva le partite con pochi tocchi? Un profilo che migliori la manovra o uno che la finalizzi?

Ma il vero nodo è un altro, più scomodo: chi sarebbe il sacrificato?Perché il Milan non può permettersi di aggiungere senza togliere, e qualsiasi scelta comporterebbe una presa di posizione netta su Gimenez e sul suo ruolo presente e futuro. Allegri lo sa, la dirigenza pure. Il tempo delle valutazioni sta finendo: a gennaio servirà decidere se insistere, aspettare o cambiare strada.

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