Dopo mesi di elogi e fiducia incondizionata, a Parigi è tempo di bilanci e di rimpianti. L’esperimento Lucas Chevalier non sta funzionando come sperato, e anche la stampa francese — che solo pochi mesi fa aveva esaltato l’addio a Gianluigi Donnarumma — ora sembra fare marcia indietro. Il Paris Saint-Germain, orfano del portiere italiano, si ritrova a fare i conti con un nuovo caso tra i pali.
Dalla fiducia cieca ai dubbi: Chevalier non convince
Era stato presentato come il portiere ideale per il progetto tecnico di Luis Enrique, colui che avrebbe dato continuità alla costruzione dal basso e all’identità tattica voluta dallo spagnolo. Ma dopo 14 partite da titolare e undici settimane tra Ligue 1 e Champions League, Chevalier non ha ancora convinto.
Il quotidiano Le Parisien, fino a oggi considerato vicino all’ambiente del club, ammette apertamente i limiti dell’estremo difensore francese: “Il bilancio resta negativo”, si legge nel commento dell’esperto di calcio parigino.
Errori decisivi come quelli nel Classique contro il Marsiglia (1-0), nella gara contro lo Strasburgo e in Champions League contro il Bayer Leverkusen, hanno riacceso le critiche anche da parte di L’Équipe.
Luis Enrique nel mirino: la scelta Chevalier pesa
A ricordarlo è proprio Le Parisien: la decisione di separarsi da Donnarumma è stata voluta e approvata direttamente da Luis Enrique, che già dal novembre 2024 aveva avallato i contatti con Chevalier, convinto che il giovane francese fosse “il tassello mancante del suo progetto”.
Una convinzione che oggi vacilla. La stessa stampa che in passato aveva criticato Gigio per qualche errore di troppo, ora riconosce apertamente che Donnarumma è stato determinante per la vittoria della prima Champions League nella storia del PSG.
L’ombra di Donnarumma e il confronto con i big
L’ex portiere del Lille, ora titolare al PSG e vice di Mike Maignan in nazionale, deve convivere con un’eredità pesante. Come sottolinea l’ex portiere Jérôme Alonzo, oggi opinionista televisivo:
“Donnarumma è il miglior portiere al mondo e ha regalato al PSG la sua prima Champions. Brillare dopo di lui non è semplice”.
Chevalier, nonostante qualche episodio positivo come i rigori parati nella Supercoppa contro il Tottenham, non è riuscito a imporsi nel confronto con i giganti del ruolo: Courtois, Neuer, Maignan e lo stesso Donnarumma.
Tempo o pressione? Il dilemma parigino
A Parigi, però, il tempo è un lusso che pochi possono permettersi. Come dimostra la storia recente, il PSG è un club che non perdona gli errori e giudica più severamente che altrove. Luis Enrique lo sa bene: dopo aver costruito il suo progetto sul giovane Chevalier, ora si trova a difendere una scelta sempre più contestata.
Il messaggio della stampa è chiaro: “A Parigi, o si brilla subito… o si brucia”.



