Palladino: “Scalvini pronto per partire titolare, Krstovic-Scamacca insieme? Solo a gara in corso”

L’Atalanta si prepara alla trasferta di Marassi con più di un’incognita legata alla rosa a disposizione, ma senza perdere fiducia. Lookman e Kossounou sono partiti per la Coppa d’Africa, Bellanova e Djimsiti sono ai box e Mario Pasalic, colpito da un grave lutto familiare, resterà vicino ai suoi cari. Un quadro complicato, che però non spaventa Raffaele Palladino: “Siamo meno, ma siamo buoni. Abbiamo i giocatori per sopperire a queste assenze”.

La settimana della Dea è stata particolare anche dal punto di vista emotivo. “È stata toccante – spiega il tecnico – non siamo solo una squadra, siamo una famiglia”. Palladino, insieme all’ad Luca Percassi e a una delegazione del club, è volato in Croazia per portare il sostegno della società a Pasalic: “Da oggi però dobbiamo concentrarci sul campo e sulla partita”.

Quella di Genova sarà una sfida speciale per l’allenatore nerazzurro, che da calciatore ha vestito la maglia rossoblù tra il 2008 e il 2011. E nonostante il precedente recente di Coppa Italia, vinto 4-0 dall’Atalanta, Palladino mette in guardia: “Non sarà assolutamente la stessa gara. A Marassi serviranno guerra, battaglia, fame e intensità. È un campo difficile, dobbiamo viverla come una partita di Champions League”.

In difesa, con l’assenza di Kossounou, spazio a Scalvini: “L’ho visto bene, è pronto per partire titolare”. In attacco restano invece più soluzioni aperte. “Siamo contenti di ritrovare Kamaldeen, in quella posizione abbiamo anche Maldini”. Proprio su Daniel Maldini, Palladino insiste: “A Bergamo non si è ancora visto il vero Daniel. Lo conosco bene, l’ho voluto io a Monza. Ha bisogno di continuità e fiducia, dipende tutto da lui”. Possibile anche l’adattamento di Zalewski, anche se il tecnico frena: “Ha le caratteristiche, ma ora abbiamo pochi quinti e ci serve lì”.

Infine, la suggestione Krstovic-Scamacca: “Non è una soluzione dal primo minuto, ma può essere un’arma a gara in corso”. L’Atalanta arriva a Genova con poche certezze numeriche, ma con la convinzione di avere ancora le risorse per restare competitiva.

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