Victor Osimhen torna a parlare del suo addio al Napoli e lo fa con parole durissime, ricostruendo i passaggi che hanno portato alla rottura con il club e con la famiglia De Laurentiis. L’attaccante nigeriano, oggi al Galatasaray e pronto a sfidare la Juventus, ripercorre l’ultimo anno e mezzo segnato da tensioni, voci e accuse, spiegando cosa – a suo dire – sia cambiato definitivamente dopo il controverso video pubblicato sui social dal club.
Il rapporto con De Laurentiis prima del video
Osimhen racconta che, prima dell’episodio social, tra le parti ci sarebbe stato un accordo informale: un “gentlemen agreement” che gli avrebbe permesso di partire l’estate successiva. Secondo la sua versione, però, quell’intesa non sarebbe stata rispettata fino in fondo. “L’impegno non è stato mantenuto del tutto”, spiega, aggiungendo di essersi sentito spinto verso soluzioni lontane e non gradite, come se la sua volontà contasse poco.
Il nigeriano descrive un periodo complicato anche sul piano umano: “Hanno provato a mandarmi a giocare ovunque… mi trattavano come un cane”. Un’immagine forte, con cui intende chiarire che non avrebbe accettato un trattamento percepito come svalutante, soprattutto dopo gli sforzi fatti per affermarsi ad alti livelli. “Non sono un burattino”, ribadisce.
Conte ha provato a ricucire?
Nel racconto di Osimhen, Antonio Conte avrebbe provato a rimettere insieme i pezzi. L’attaccante sostiene che si sia detto in giro il contrario, cioè che l’allenatore non lo volesse, ma replica in modo netto: “Siamo seri? Quale allenatore in quel momento non mi avrebbe voluto?”.
Osimhen spiega che Conte lo avrebbe chiamato nel suo ufficio, dicendogli di conoscere la situazione e di desiderare comunque la sua permanenza. Il calciatore, però, avrebbe già maturato una decisione: pur stimando l’allenatore e l’idea di lavorare con lui, non avrebbe voluto proseguire in un contesto in cui non si sentiva più sereno. In sostanza: tentativo di mediazione sì, ma frattura ormai troppo profonda.
“Nessuno si è scusato”: cosa gli pesa di più
Tra i punti più delicati c’è il tema delle scuse pubbliche. Osimhen afferma che nessuno si sarebbe mai scusato apertamente per quanto accaduto. Racconta inoltre che, dopo il famoso video, Edoardo De Laurentiis lo avrebbe contattato più volte. Per l’attaccante, però, quella fase non avrebbe cambiato la sostanza: “Stop”, dice, lasciando intendere che la fiducia fosse già compromessa.
Nel frattempo, secondo la sua versione, sarebbero circolate molte ricostruzioni negative su di lui: presunti ritardi, presunte discussioni con i compagni, comportamenti sbagliati. “Sono tutte bugie”, taglia corto. E aggiunge un passaggio rivolto ai tifosi: dice di dispiacersi per loro, di comprenderli e persino di ammirarli, perché il Napoli – nelle sue parole – per i sostenitori viene prima di tutto.
Juventus sullo sfondo e clima da grande sfida
Le dichiarazioni arrivano in un momento particolare, alla vigilia della sfida contro la Juventus. Osimhen conferma che l’interesse dei bianconeri c’era stato, ma lascia intendere che, al netto delle chiamate e dei contatti, non avrebbe potuto muoversi liberamente. Oggi, però, il presente è un altro: l’attaccante è protagonista in Turchia e si prepara a un match dal sapore speciale, con una storia alle spalle che continua a far discutere.
Parole forti, accuse pesanti e una versione dei fatti destinata ad alimentare il dibattito: Osimhen racconta il “suo” addio al Napoli come il punto di arrivo di una lunga escalation, innescata da episodi social e culminata in una scelta definitiva.



