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    Okan Buruk chiama Calhanoglu al Galatasaray: “Lo aspettiamo”. Il ricordo dell’Inter e del 5 maggio con Ronaldo

    Okan Buruk torna a far parlare di sé con parole che toccano tre mondi: Inter, Galatasaray e Juventus. L’allenatore turco, ex centrocampista nerazzurro tra il 2001 e il 2004, oggi guida il Galatasaray e si prepara a una notte europea contro i bianconeri. Ma nel mezzo, lancia anche un messaggio chiarissimo a Hakan Calhanoglu.

    “Lo conosco da molti anni e so che tifa Galatasaray. I nostri tifosi vorrebbero vederlo qui e, diciamo la verità, lo aspettiamo a braccia aperte”. Buruk non usa giri di parole: il regista dell’Inter resta un nome che accende la fantasia di Istanbul, anche perché la sua storia personale è nota e il legame con il “Gala” non è mai stato un segreto.

    Il tecnico, però, non si limita al tema mercato. Guardando all’Italia, Buruk racconta di seguire ancora la Serie A e di osservare con attenzione la Juventus, avversaria nel percorso europeo. “Ho visto molte partite dei bianconeri: mi piacciono anche quando non vincono. Contro l’Atalanta, ad esempio, mi hanno fatto una buona impressione”. E sull’episodio discusso di Inter-Juve, con l’espulsione di Kalulu, non nasconde lo stupore: “In quella situazione non capisco come si possa arrivare a un’ammonizione”.

    Alla domanda sulla Juventus che si aspetta, Buruk insiste su un concetto: imprevedibilità. “A volte difendono a quattro, altre a tre. La loro forza sta nel modo in cui gli attaccanti si muovono e creano soluzioni”. L’allenatore turco cita anche alcuni nomi che conosce bene: “Yildiz è un talento di cui in Turchia parliamo molto, McKennie è particolare perché non dà riferimenti, e poi c’è Conceição: curioso pensare che è nato mentre io ero compagno di squadra di suo padre”.

    E il Galatasaray? Buruk racconta un club che in patria ha già abituato a vincere, ma che ora vuole fare il salto definitivo in Europa. “Dopo anni di successi in Turchia, vogliamo confermarci anche sul palcoscenico europeo. Nelle notti di Champions lo stadio diventa una bolgia e vorrei regalare una grande gioia ai tifosi”.

    Per provarci, il tecnico si affida anche a due “vecchie conoscenze” del calcio italiano: Mauro Icardi e Victor Osimhen. “Quando abbiamo preso Victor avevo pensato di giocare con due punte, poi ci sono state situazioni che ci hanno costretto a rivedere alcuni piani. Oggi sono entrambi al top e, secondo me, possono coesistere. Non è semplice scegliere gli undici, anche perché nel frattempo sono arrivati altri giocatori importanti”.

    Infine, il tuffo nel passato nerazzurro. Buruk ricorda con emozione l’impatto con l’Inter e con lo spogliatoio di campioni: “Il primo giorno di allenamento c’erano migliaia di tifosi ad aspettarci. Da un momento all’altro mi sono ritrovato con Ronaldo, Zanetti e Vieri”. Poi, inevitabile, la ferita sportiva del 5 maggio: “Quelle lacrime di Ronaldo resteranno per sempre impresse nella mia testa”.

    Tra passato e presente, Buruk manda dunque segnali forti: l’Inter è ancora una parte della sua storia, la Juventus è l’ostacolo europeo da superare e Calhanoglu è il nome che fa sognare il popolo del Galatasaray.

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