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    Noah Lyles: “Mennea chi? Punto al record di Bolt nei 200 metri”

    TOKYO – Noah Lyles, reduce dai Mondiali di atletica di Tokyo 2025, torna a far parlare di sé non solo per i successi in pista ma anche per alcune dichiarazioni destinate a far discutere. Dopo il bronzo nei 100 metri e la quarta vittoria consecutiva nei 200 con un tempo di 19”52, lo sprinter statunitense ha fissato il suo prossimo obiettivo: battere il record del mondo di Usain Bolt (19”19).

    Lyles e il record di Usain Bolt

    Lyles, che ha conquistato la sua decima medaglia iridata, ha dichiarato:

    “La prossima stagione sarà senza grandi eventi globali, quindi il mio obiettivo sarà creare le condizioni ideali per andare a caccia del 19”19 di Bolt. Voglio organizzare due o tre gare secche, con i migliori velocisti al mondo, in piste veloci come Londra, Pechino o Tokyo”.

    L’atleta americano ha sottolineato come nei Mondiali, con più turni ravvicinati, sia difficile correre al massimo: una sfida organizzata ad hoc gli consentirebbe di spingersi oltre i suoi limiti.

    La gaffe su Pietro Mennea

    Interpellato sul record di Pietro Mennea (19”72 a Città del Messico nel 1979), Lyles ha sorpreso:

    “Chi? Non so chi sia Mennea”.

    Una frase che ha fatto discutere gli appassionati italiani, considerando l’importanza storica del velocista azzurro.

    Il messaggio a Marcell Jacobs

    Sul possibile ritiro di Marcell Jacobs, campione olimpico dei 100 a Tokyo 2021, Lyles ha commentato:

    “Vorrei parlargli di persona, è una decisione molto personale. Posso solo dirgli di pensarci bene. Se si tratta di infortuni, deve restare tranquillo, curarsi e riprovarci”.

    L’atleta e la sua forza mentale

    Lyles ha ricordato anche le difficoltà affrontate nella sua carriera: dall’asma alla dislessia, fino ai problemi di depressione. “Ho superato quei momenti grazie all’aiuto delle persone giuste, in primis mia madre Keisha. Oggi sto bene, sono felice e amo quello che faccio”.

    Lo spettacolo in pista

    Nella finale dei 200 metri, l’americano ha mostrato la solita forza nel rettilineo finale e ha spiegato la sua strategia: “I miei avversari partono troppo forte e finiscono per suicidarsi. Io resto in controllo e vinco”.

    Anche i suoi gesti prima della partenza, come il ruggito del leone con le treccine bionde al vento, fanno parte di un personaggio che vuole trasformare l’atletica in spettacolo: “Il pubblico deve divertirsi, il mio modo di correre e atteggiarmi serve anche a coinvolgere chi guarda”.

    I progetti futuri

    Oltre alla pista, Noah Lyles guarda al mondo dei media e dell’intrattenimento: “Ho un paio di progetti con la mia casa di produzione, ma non posso ancora svelare i dettagli. Ci vorrà un anno o poco più, ma sarà qualcosa di grande”.

    Con dieci medaglie mondiali e un carattere che divide, Noah Lyles è sempre più protagonista dell’atletica mondiale. Il 2026 potrebbe essere l’anno della sfida impossibile: abbattere il record leggendario di Usain Bolt nei 200 metri.

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