Il ritorno in Champions League del Napoli non è stato quello che Antonio Conte si aspettava. Dopo il pesante ko contro il PSV, gli azzurri non sono andati oltre uno 0-0 casalingo contro l’Eintracht Francoforte, mostrando limiti evidenti in fase offensiva.
Se in difesa la squadra ha tenuto, davanti è mancata incisività, lucidità e ritmo. Il Maradona ha assistito a una prestazione grigia, segnata da imprecisione e mancanza di idee: un pari che lascia l’amaro in bocca e rende ancora più complicato il cammino europeo.
Napoli senza guizzi: attacco in crisi
Serviva un colpo, una giocata, qualcosa che accendesse la partita. Ma il Napoli è apparso lento e prevedibile, incapace di creare pericoli concreti.
Gli uomini di Conte hanno mantenuto l’equilibrio difensivo, ma in attacco è mancata la scintilla: Politano e McTominay deludenti, Hojlund poco incisivo e Anguissa volenteroso ma impreciso.
L’assenza di Kevin De Bruyne, ancora ai box, ha tolto qualità e fantasia alla manovra, lasciando la squadra senza un vero regista offensivo.
Conte e l’Europa: un feeling che non decolla
I numeri continuano a confermare la tendenza negativa di Conte nelle competizioni europee.
Il Napoli ha raccolto solo tre punti in quattro giornate, con il peggior inizio in Champions dal 2017. L’allenatore salentino, che in Italia ha costruito la sua fama di vincente, non è mai riuscito a replicare lo stesso rendimento in Europa.
Ora la qualificazione passa dagli spareggi, un obiettivo che fino a poche settimane fa sembrava alla portata ma che ora si è complicato.
Cosa serve per ripartire
Per rimettersi in corsa, Conte dovrà ritrovare un Napoli più veloce, concreto e convinto.
Le prossime partite saranno decisive, soprattutto per restituire fiducia a un ambiente che comincia a interrogarsi sulla reale compatibilità tra il tecnico e la dimensione europea del club.
Solo una vittoria nella prossima giornata potrà riaccendere la speranza e tenere vive le ambizioni in Champions League.



