Rasmus Hojlund non si ferma più. Il centravanti danese del Napoli ha trovato la via del gol anche con la maglia della sua nazionale, realizzando contro la Grecia la sesta rete nelle ultime quattro gare tra club e Danimarca. Dopo un inizio con qualche difficoltà, l’attaccante ha finalmente sbloccato il suo flacone personale: “Il gol è come il ketchup: una volta arrivato, continua ad arrivare”, ha scritto sui social, citando una delle metafore più celebri del mondo del calcio.
Proprio come accade quando si cerca di far uscire la salsa dal tubetto: prima niente, poi tutto insieme. Una frase diventata quasi proverbiale tra i bomber, da Ruud Van Nistelrooy a Gonzalo Higuain, che ai tempi della Juve l’aveva fatta sua per descrivere il ritorno al gol dopo un periodo di digiuno. Per Hojlund il momento è d’oro: gol alla Fiorentina, poi doppietta con lo Sporting Lisbona, un altro contro il Genoa e tre con la Danimarca. Sei reti in quattro partite, numeri che fanno sorridere Antonio Conte, pronto ad affrontare un ciclo di sette partite in ventidue giorni.
La “teoria del ketchup”, però, non è solo una trovata simpatica. Negli anni è diventata un simbolo della fiducia che un attaccante deve avere nei propri mezzi: dopo Higuain e Van Nistelrooy, anche Youssouf Fofana e Vincenzo Italiano ne hanno fatto uso per spiegare come il gol, quando arriva, sblocca la mente e il piede. Non tutti, però, ci credono: Charles De Ketelaere, ai tempi del Milan, aveva detto che “segnare una volta non significa iniziare a segnare sempre”, ma per Hojlund il ketchup è ufficialmente esploso. E il Napoli se lo gode tutto.



