Il Napoli di Antonio Conte vive la sua prima vera crisi: otto partite consecutive con gol subiti e un equilibrio da ritrovare. Il belga fatica a integrarsi nel nuovo sistema tattico azzurro
Il Napoli è ufficialmente entrato nella sua prima fase critica dell’era Conte ⚡
Una squadra che nella scorsa stagione aveva costruito le proprie certezze sulla solidità difensiva oggi appare sbilanciata, vulnerabile e confusa tatticamente.
I numeri parlano chiaro: gli azzurri subiscono gol da otto partite consecutive, un dato che non si vedeva da anni e che mette in discussione l’impianto costruito dal tecnico pugliese.
Antonio Conte ha cercato di dare una svolta offensiva al suo Napoli, immaginando un calcio più “europeo”, dinamico e votato all’attacco. Ma la sensazione è che la squadra non sia ancora pronta per questa rivoluzione.
Il risultato? Un Napoli più spettacolare, sì, ma anche più fragile e meno compatto. E nel mirino delle critiche ora finisce Kevin De Bruyne, il grande colpo del mercato estivo, finora ancora lontano dalle aspettative.
De Bruyne tra genio e difficoltà: il belga non trova la sua dimensione
Inserire uno dei centrocampisti più forti del mondo dovrebbe essere sempre un vantaggio. Ma al momento, nel contesto tattico del Napoli, De Bruyne non è ancora una risorsa decisiva.
Il belga fatica a integrarsi nel gioco di Conte, anche a causa di una condizione fisica non ottimale e di un calcio molto diverso da quello praticato al Manchester City.
Con Guardiola, Kevin era abituato a dominare il possesso palla, a gestire i ritmi e a inventare nell’area avversaria. A Napoli, invece, il calcio è più tattico, fisico e basato sull’equilibrio.
In Serie A “vince chi subisce di meno”, e in un sistema che ancora non funziona, anche un fuoriclasse come De Bruyne rischia di essere trascinato nel vortice delle difficoltà.
Un Napoli sbilanciato e senza Lobotka perde il suo equilibrio
Conte ha provato a inserire i “Fab Four” del centrocampo, costruendo una mediana ricca di qualità e fantasia. Ma senza Lobotka, il cervello tattico della squadra, il Napoli ha perso completamente il suo equilibrio.
Lo slovacco era il riferimento costante per tutti: senza di lui, il gioco si spezza e la squadra si allunga, lasciando troppo spazio agli avversari.
In questo contesto, anche De Bruyne fa fatica a incidere: il suo talento non basta se la squadra non lo sostiene. Il Napoli sembra un puzzle con troppi pezzi nuovi e pochi incastri solidi.
Conte studia nuove soluzioni: De Bruyne più avanzato o ritorno al 3-5-2?
La convivenza tra McTominay e De Bruyne è uno dei nodi tattici più discussi.
Il tecnico ha spiegato che, per farli coesistere, è stato necessario allargare il gioco con i terzini, ma così facendo la squadra ha perso copertura e compattezza.
Conte starebbe valutando due soluzioni:
- un De Bruyne più avanzato, quasi da seconda punta, per esaltarne la visione offensiva;
- oppure un ritorno ai tre centrocampisti, alternando gli uomini per ritrovare solidità.
Rinunciare a De Bruyne sarebbe un azzardo, ma la priorità per Conte resta ricostruire un Napoli equilibrato, concreto e solido, senza rinunciare alla sua identità.



