Il Napoli ha aumentato in modo significativo la propria spesa per la rosa nelle ultime due stagioni. Tra stipendi e ammortamenti dei cartellini, i costi sono cresciuti di oltre 100 milioni di euro, segnando una nuova fase nella gestione economica del club guidato da Aurelio De Laurentiis.
Storicamente il presidente azzurro è stato uno dei dirigenti più attenti alla sostenibilità finanziaria nel calcio italiano ed europeo. Dal 2004 al 2025 il Napoli ha infatti registrato un risultato netto aggregato positivo di circa 120 milioni di euro. Dopo le perdite accumulate nel periodo del Covid, pari a circa 130 milioni, il club era riuscito a tornare rapidamente in utile con due bilanci positivi per un totale di 143 milioni.
Il nuovo ciclo con Antonio Conte
Con l’arrivo di Antonio Conte in panchina nell’estate 2024 è iniziato un nuovo ciclo sportivo che ha comportato investimenti più importanti. Questo ha però inciso sui conti: nell’ultimo esercizio il Napoli ha registrato una perdita di circa 21 milioni di euro e le proiezioni indicano un possibile rosso vicino ai 30 milioni per il bilancio al 30 giugno 2026.
Non si tratta di una situazione allarmante per il club, che continua a mantenere una struttura finanziaria solida. Al 30 giugno 2025 il patrimonio netto della società era pari a circa 190 milioni di euro, con una liquidità di oltre 170 milioni. Questo permette al Napoli di gestire eventuali perdite senza ricorrere a ricapitalizzazioni da parte dell’azionista.
Attenzione al rapporto costi-ricavi
Il vero nodo riguarda il cosiddetto “squad cost ratio”, ovvero il rapporto tra i costi della rosa (stipendi, ammortamenti e commissioni agli agenti) e i ricavi del club. Questo parametro è sempre più monitorato dalle normative UEFA e FIGC.
Negli ultimi anni il Napoli ha superato la soglia dell’80%, situazione che ha contribuito anche al blocco del mercato di gennaio. Il club si trova infatti nella fase più espansiva del nuovo progetto sportivo.
Nel dettaglio, nella stagione 2024-25 gli stipendi dei giocatori sono cresciuti di circa 25 milioni arrivando a quota 133 milioni, mentre gli ammortamenti dei cartellini sono saliti a circa 111 milioni. Nella stagione 2025-26 gli ingaggi sono aumentati ulteriormente fino a circa 160 milioni, con ammortamenti che hanno raggiunto i 130 milioni.
Napoli tra le squadre con il monte ingaggi più alto in Serie A
Questo incremento ha portato il Napoli a diventare una delle squadre con la maggiore “potenza di fuoco” economica del campionato. Il club azzurro è infatti terzo in Serie A per costo della rosa, alle spalle di Inter (circa 215 milioni) e Juventus (200), ma davanti a Milan (150) e Roma (140).
Tuttavia i ricavi strutturali del club – provenienti da stadio, sponsor e merchandising – non crescono allo stesso ritmo dei costi. Un fattore che pesa è anche l’assenza di uno stadio di proprietà moderno, elemento che limita le entrate rispetto ad altri grandi club europei.
Investimenti sul mercato e cessioni importanti
Negli ultimi due anni il Napoli ha comunque sostenuto un forte investimento sul mercato, mobilitando circa 320 milioni di euro in acquisti. Grazie però alle cessioni di giocatori importanti come Khvicha Kvaratskhelia e Victor Osimhen, il saldo netto degli investimenti si è ridotto a circa 100 milioni.
Alcuni dei contratti più pesanti nel bilancio sono quelli di Romelu Lukaku e Kevin De Bruyne, che insieme incidono per circa 26 milioni.
La strategia futura del Napoli
Proprio per mantenere l’equilibrio finanziario, Aurelio De Laurentiis potrebbe ora decidere di rallentare la crescita dei costi della rosa. L’obiettivo non è fermare gli investimenti, ma renderli più sostenibili, soprattutto alla luce delle nuove regole sul rapporto tra costi e ricavi.
Il Napoli continuerà quindi a investire per restare competitivo, ma con maggiore attenzione alla sostenibilità economica, seguendo quella linea di gestione prudente che ha sempre caratterizzato l’era De Laurentiis.



