Osservandolo durante il servizio fotografico mentre alterna sorrisi a espressioni più serie, quasi cupe, con gli occhi celesti che si stringono in fessure impenetrabili, viene naturale pensare che Tarik Muharemovic non abbia paura di niente e di nessuno. Un’impressione che il difensore del Sassuolo conferma senza esitazioni: “Ho paura solo di Dio”. Un concetto che per lui non è una frase fatta, ma un modo di vivere. “Sono molto religioso, la forza che sento dentro deriva dalla mia fede”.
Classe 2003, cresciuto nel vivaio della Juventus, Muharemovic sta vivendo la sua prima stagione in Serie A da protagonista. A Sassuolo non arretra di un centimetro davanti ai grandi attaccanti e contro la Fiorentina si è tolto anche la soddisfazione del primo gol nel massimo campionato. Rispetto per tutti, paura di nessuno. Proprio come i suoi modelli difensivi: “Esulto come Chiellini. Bonucci alla Juve mi disse di non avere mai timore dell’attaccante, neanche quando sembra più forte di te”.
Tra i giocatori affrontati, uno lo ha colpito più di tutti: “Non avevo mai visto uno col dribbling di Yildiz, ma quello che mi ha fatto girare davvero la testa è stato McTominay”. Parole che raccontano la crescita di un difensore moderno, fisico e sicuro di sé, ma anche consapevole del percorso ancora da completare.
Lo sguardo va anche alla Nazionale. A marzo potrebbe esserci lo spareggio Mondiale contro l’Italia e Muharemovic non fa sconti: “Noi bosniaci siamo duri, orgogliosi e positivi. Se ci sarà la finale dei playoff, vi aspettiamo a casa nostra”. Un avviso chiaro, nel segno della personalità che lo contraddistingue: paura di nessuno, se non di Dio.



