Stefano Moreo è l’esempio vivente di chi non smette mai di crederci. A 32 anni ha segnato la prima doppietta in Serie A con il suo Pisa, coronando una carriera costruita passo dopo passo, tra sacrifici e porte chiuse. “Crederci sempre, anche quando ti dicono di no”, ha scritto sui social dopo la partita col Torino, finita 2-2 ma che per lui resterà indimenticabile.
Dalla Caronnese al grande calcio
Tutto è iniziato nel 2012 con la Caronnese, club lombardo di Serie D. Allora era solo un ragazzo di 19 anni con tanta voglia di giocare e poca esperienza. Esordì segnando subito il gol decisivo contro il Mapello. Da lì non si è più fermato. Ha fatto la gavetta tra i dilettanti, poi il salto all’Entella in Serie C, dove contribuì alla promozione in B con 6 reti in 22 partite.
Il suo percorso non è stato lineare: Teramo, Venezia, Palermo, Empoli, Brescia e infine Pisa. Tanta provincia, tanta fatica, e un sogno mai abbandonato.
Quel “no” del Milan e la forza di ripartire
Da ragazzino, Moreo era stato scartato dagli Allievi del Milan: “Cercavano giocatori già strutturati, io ero piccolo e acerbo. Non ero pronto. Ma non mi pento di niente, la D mi ha insegnato tanto”. E infatti proprio da lì è ripartito, costruendo la sua carriera con dedizione e umiltà.
Dalla D alla A, gol in ogni categoria
Con Inzaghi al Venezia ha vissuto la prima stagione da protagonista, toccando la doppia cifra in gol. Lo stesso Inzaghi lo volle poi anche al Brescia e al Pisa. “C’è un feeling speciale tra noi – ha detto Moreo – mi ha sempre dato fiducia e insegnato a credere nei miei mezzi”.
Con i suoi 191 centimetri, oggi è un attaccante completo, capace di far salire la squadra e colpire nel momento giusto. Domenica ha chiuso il cerchio: dopo tredici anni dal debutto in D, ha segnato due gol in Serie A, scrivendo una pagina bellissima della sua carriera.Alla Caronnese, intanto, fanno ancora il tifo per lui. Perché la storia di Moreo è la prova che il talento senza fretta può arrivare ovunque.



