Vincenzo Montella guarda ai playoff Mondiali con fiducia e, allo stesso tempo, lancia un messaggio chiaro all’Italia. Il commissario tecnico della Turchia, presente al sorteggio, ha tracciato un parallelismo tra il suo cammino e quello degli Azzurri: un girone complicato, un ostacolo “gigante” (per loro la Spagna, per l’Italia la Norvegia) e ora l’ultima curva degli spareggi.
Turchia verso i playoff: “Siamo in crescita”
Montella, ct turco da settembre 2023, rivendica i passi avanti del gruppo: qualificazione a Euro 2024, promozione in Nations League e un obiettivo dichiarato, tornare al Mondiale dopo anni. “Siamo una squadra giovane, piena di entusiasmo e con margini di crescita”, spiega, sottolineando però un limite rispetto alle superpotenze: la profondità della rosa. Secondo Montella, Spagna, Francia, Inghilterra e Portogallo possono contare su circa 30 giocatori di alto livello, mentre la Turchia deve “fare il 100%” nelle settimane decisive.
“L’Italia non è inferiore: con Gattuso sta tornando l’Italia”
Nell’analisi di Montella, gli Azzurri non devono abbattersi: “Vi buttate troppo giù”. E aggiunge un concetto chiave: con Gattuso l’Italia “sta tornando l’Italia”, perché i giocatori ci sono. Il ct elenca punti di forza e certezze: un portiere al top, una difesa solida, un centrocampo di spessore internazionale con profili come Tonali e Barella, e un attacco che può garantire gol.
Il problema degli Azzurri? “La serenità”
Il tema centrale, per Montella, non è tecnico ma mentale: “L’Italia è forte, ma non gioca tranquilla”. La pressione, secondo lui, pesa: al primo errore la squadra si irrigidisce e fatica a ritrovare leggerezza. Da qui la ricetta: recuperare gioia ed entusiasmo, perché il potenziale non manca.
Yildiz, il talento “speciale”: cosa deve migliorare
Montella parla anche di Kenan Yildiz, che conosce bene e di cui segue tutte le partite. “È speciale, e ha solo vent’anni”, sottolinea. Per il ct, è presto per ingabbiarlo in un solo ruolo: può fare trequartista, seconda punta, esterno offensivo, anche se sul centrosinistra rende di più. Ma c’è un aspetto su cui deve crescere: attaccare l’area con più cattiveria e continuità. “Quando lo fa, segna”, insiste Montella.
“Il 10 si può fare, ma deve rientrare”
Sul tema del numero 10 “classico”, Montella non chiude la porta: si può giocare con un trequartista alla vecchia maniera, ma a una condizione. Nel calcio di alto livello, spiega, tutti devono partecipare alla fase difensiva: nessuno può permettersi di restare a guardare, perché si finirebbe a difendere in dieci o nove.
Spalletti e Conte, Napoli-Juve e gli incroci in panchina
A margine, Montella spende parole importanti per due allenatori italiani: stima “smisurata” per Spalletti, considerato preparatissimo e innovativo nel lavoro quotidiano; rispetto totale anche per Conte, definito un top con caratteristiche diverse. Un punto ritorna anche qui: Spalletti incide quando ha tempo, e “va aspettato”.
Güler e il perché dei talenti: “In Italia si può fare di più coi bambini”
L’altra stella turca è Arda Güler: Montella ne sottolinea la crescita fisica e la duttilità, capace di interpretare più ruoli in mediana. Poi arriva la riflessione più “culturale”: perché in Italia nascono meno Yildiz e Güler? Montella non vuole fare processi da lontano, ma indica una direzione: più pallone, più gioco, meno tempi morti. Suggerisce allenamenti con partitelle (anche 3 contro 3) e meno lezioni tattiche interminabili: “I ragazzi si annoiano e perdono tempo prezioso”.
Mondiale: “Se lo vuoi, devi passare anche dalle partite difficili”
Parlando di spareggi e avversari ostici, Montella ribadisce un concetto semplice: il percorso non regala nulla. Squadre “rognose” possono complicare la vita, soprattutto in certi stadi e ambienti. Ma se vuoi il Mondiale, devi dimostrarlo sul campo.
Futuro: “Ho rinnovato, in Turchia sto bene”
In chiusura, Montella conferma la sua volontà di proseguire: rinnovo fino al 2028, fiducia dell’ambiente e una vita che, a suo dire, in Turchia “si vive bene”.



