Al Meazza è andata in scena la sfida tra due maestri del calcio moderno, Luka Modric e Kevin De Bruyne. Due carriere leggendarie, due corpi segnati dagli anni ma ancora in grado di incidere. Alla fine, però, è stato il croato a vincere il duello, dimostrando che a 40 anni può ancora essere decisivo ai massimi livelli.
Luka sempre al centro
Modric non si è limitato a dettare i tempi con la sua classe: ha vinto contrasti, recuperato palloni, deviato un tiro di Neres che poteva cambiare la partita e chiuso con esperienza l’ultima offensiva del Napoli. Per Allegri è il nuovo regista davanti alla difesa, capace non solo di impostare ma anche di intercettare e trasformare le azioni difensive in ripartenze.
KDB sottotono
De Bruyne, invece, ha lasciato più ombre che luci. Pericoloso solo da fermo – punizioni e calci d’angolo impeccabili – ma mai in grado di accelerare il gioco come nei giorni migliori. Spesso lento, poco incisivo e infastidito al momento della sostituzione. Conte, nel dopogara, ha lanciato un messaggio chiaro: «Spero fosse contrariato per il risultato. Se lo era per altro, ha sbagliato persona».
Allegri esalta Modric
Il tecnico rossonero ha sottolineato l’intelligenza del croato: «Davanti alla difesa ti dà qualità e si gestisce meglio, è bravo anche negli intercetti. Non è venuto qui per una passerella: vuole essere protagonista».



