Dietro la rinascita di Federico Dimarco c’è una lavagnetta spenta. Niente numero 32 illuminato, nessun cambio al 60’. È questo il segreto del suo nuovo rendimento: restare in campo fino alla fine. Un dettaglio psicologico ma fondamentale. “Nulla contro Inzaghi”, ha detto più volte l’esterno, ma la differenza è evidente: con Chivu, Fede gioca di più e si sente al centro del progetto. L’attuale tecnico nerazzurro gli ha restituito fiducia e minuti, e il campo gli sta dando ragione.
I numeri della rinascita
La trasformazione è certificata dai dati: nella passata stagione, Dimarco aveva completato solo 7 partite su 51 totali. Quest’anno è già arrivato a tre gare intere su otto, restando in campo per 570 minuti tra campionato e Champions. In queste otto presenze è stato titolare in entrambe le gare europee e protagonista in Serie A con 2 gol e 3 assist.Il suo rendimento è da record: primo in Serie A per passaggi chiave (22), cross tentati (52), cross riusciti (23) e big chance create (9). Nella rosa dell’Inter è terzo per palloni recuperati (9) e tiri totali (12), dietro solo a Thuram e Lautaro. In poche parole, è tornato a essere un’arma offensiva devastante, capace di creare e finalizzare come un’ala.
L’importanza del lato sinistro
Il nuovo sistema di gioco nerazzurro valorizza al massimo la catena di sinistra: Bastoni e Dimarco parlano la stessa lingua calcistica, si cercano e si completano. Il gol di Bonny contro la Cremonese è la perfetta sintesi di questa intesa: Bastoni in costruzione alta, Dimarco pronto a inserirsi e rifinire. Un gioco fluido, dinamico, ormai marchio di fabbrica dell’Inter di Chivu.Rispetto alle ultime stagioni, l’esterno azzurro ha anche alzato la media dei passaggi chiave a partita — 3,57 contro i 2,67 del 2023-24 — confermando il suo peso specifico nell’attacco nerazzurro.
Un nuovo Dimarco
Dimarco ha dimenticato le difficoltà del finale della scorsa stagione, quando era apparso appannato e insicuro, e soprattutto la delusione della finale di Champions persa con tanto di critiche. “Basta parlare del passato, conta solo il presente”, ha dichiarato prima dello Slavia Praga. E il presente, oggi, è luminoso: un giocatore rigenerato, decisivo e più maturo.
Chivu lo ha restituito a se stesso, ma soprattutto lo ha convinto che restare in campo fino al 90’ può fare la differenza. L’Inter si gode il miglior Dimarco degli ultimi tre anni.



